Presi i fidanzatini che alleggerivano i pensionati

Stefano Vladovich

Adocchiavano le loro «prede» all’interno di negozi e centri commerciali del litorale. Con faccia tosta e mano lesta due fidanzatini scippavano portafogli, catenine, bracciali d’oro, orologi. In un caso persino un paio di orecchini. Vittime dei Bonnie&Clyde di Pomezia soprattutto anziani intenti a fare la spesa. Diciannove anni lui, P.O., 20 anni lei, S.R., entrambi cittadini romeni, in poche settimane avevano accumulato una vera fortuna in preziosi e denaro contante. «Spesso i derubati si accorgevano del furto solamente ore dopo - spiegano i carabinieri della stazione - quando i due malviventi erano già lontani». Decine le denunce piovute nelle caserme delle varie località sulla costa: Torvaianica, Tor San Lorenzo, Lavinio Mare. Ma è sempre Pomezia l’obiettivo più colpito dalla coppietta di farabutti. Come acciuffarli? I militari decidono di diffondere, attraverso i carabinieri di quartiere, l’identikit degli stranieri. «Bisognava fermarli prima possibile», chiosano gli inquirenti letteralmente sommersi da una valanga di denunce. I sospetti in particolare ricadono su due giovani del posto, pluripregiudicati per borseggio e rapina e sottoposti all’obbligo di firma. «Abbiamo informato e sensibilizzato quante più persone possibile - spiegano ancora i carabinieri - chiedendo la massima collaborazione a tutti gli esercenti della città. Dovevamo solo aspettare che i delinquenti facessero un passo falso». L’altro pomeriggio la svolta quando il titolare di un bar si presenta in caserma con la ripresa di due tipi a dir poco sospetti. Le immagini girate da una videocamera interna non sono delle migliori ma sufficienti a confermare la pista seguita dagli uomini del nucleo operativo dell’Arma. Nella sequenza si vede la donna che si avvicina a una vecchietta intenta ad acquistare il latte mentre l'uomo, da dietro, gli sfila il borsellino dalla borsa. Sono loro: ai carabinieri non serve altro che individuarli e mettere loro le manette. L’occasione arriva, puntuale, quando la coppia si presenta al piantone di guardia per firmare e ottemperare all'obbligo disposto dal giudice. È fatta. I due, trovati in possesso di documenti falsi e vari alias, sono stati arrestati e rinchiusi nel carcere di Velletri e di Rebibbia con le accuse di furto aggravato e ricettazione in concorso fra loro. La refurtiva recuperata è stata catalogata negli uffici di via Roma, Pomezia, a disposizione delle vittime dei furti.