Presi i killer del benzinaio. Sono tre ventenni

Salerno, il basista del gruppo sarebbe stato un ragazzo da poco assunto dalla vittima: è figlio di un consigliere comunale dell’Italia dei Valori

Salerno - Meno di ventiquattr’ore per identificarli e catturarli. Da ieri, i tre presunti autori della rapina al distributore di benzina Ip di Agropoli nella quale ha perso la vita il 64enne Davide Pecora, sono nella mani degli inquirenti. Antonio De Rosa, 20 anni, figlio di Pasquale, medico e consigliere comunale dell’Italia dei Valori, da un mese assunto nella stazione di servizio, è rinchiuso nel carcere di Vallo della Lucania, sospettato di essere il basista della rapina che si è trasformata in omicidio; Pasquale Giordano, anch'egli ventenne con qualche piccolo precedente, è stato fermato invece ad Aprilia dove era in compagnia del cognato, Francesco Maiorca, 22 anni, ora accusato di favoreggiamento; il terzo elemento della banda, un 22enne incensurato di Nocera Inferiore, si chiama Maurizio Corradino: sarebbe stato lui a guidare il motorino.

I primi sviluppi dell'indagine si sono avuti nella nottata di sabato, quando De Rosa era stato fermato e interrogato, formalmente come semplice testimone, dal sostituto procuratore di Vallo della Lucania Francesco Rotondo. Il ventenne sarebbe caduto numerose volte in contraddizione e questo ha fatto subito sorgere forti sospetti. Secondo una ricostruzione degli inquirenti De Rosa, con un cellulare, avrebbe avvisato infatti i due complici al momento della chiusura dell'impianto, alle 21.30. Pochi minuti dopo sarebbero quindi arrivati sul posto due ragazzi, a bordo di un ciclomotore risultato poi senza targa e di proprietà di una quarta persona, ritenuta, almeno per il momento, completamente estranea ai fatti. Dal filmato delle videocamere di sorveglianza è stato possibile ricostruire la sequenza: uno dei due giovani è rimasto in sella al motorino, l'altro invece è entrato nel gabbiotto impugnando un fucile da caccia. Le riprese si fermano a questo punto, per l'assenza di un punto di osservazione interno. Chi è entrato ha, con ogni probabilità, spianato il fucile e chiesto l'incasso, pari a circa 10mila euro.

Due le ipotesi formulate per risalire alle ultime drammatiche sequenze: la prima è che la vittima, sentendosi il fucile puntato addosso, abbia cercato di allontanare la canna suscitando la reazione di chi ha sparato. La seconda ipotesi è che il rapinatore abbia temuto proprio i gesti del benzinaio, che aveva aperto un cassetto per prendere i soldi, credendo che potesse estrarne a sua volta un'arma, e così fatto fuoco. Pecora è morto all'istante davanti agli occhi di sua figlia, Maria, 34 anni, ora sotto choc, chiusa in casa, circondata, assieme alla mamma Giovanna, dall'affetto di parenti e amici. E a confermare il quadro indiziario alcune dichiarazioni del gestore del distributore, Giovanni Palumbo, genero della vittima, che descrive De Rosa, assunto recentemente, come un «furbetto, ma come si può esserlo a vent’anni. Ieri pomeriggio il ragazzo era alla pompa di benzina, stava lavorando con noi, come al solito. Gli si sono avvicinati due ragazzi in motorino e tutti e tre hanno chiacchierato a lungo. Io ho notato la cosa, e li ho osservati per un po'. I suoi amici però non si sono mai voltati, pur sentendo il mio sguardo addosso. Un comportamento che mi ha subito insospettito».Sgomento e incredulità dominano i discorsi nel paese. Don Bruno Lancuba, il parroco, parla di «giorno triste per la nostra comunità. Ed è durissimo apprendere che ad uccidere un lavoratore buono e onesto siano stati dei giovani. Credevamo di essere ancora un'oasi felice. Oggi ci siamo svegliati con una consapevolezza diversa».