Presi i «rapinatori di ghiaccio»: due minorenni di Quarto Oggiaro

Sequestrano 18 persone per venti minuti poi fuggono con 114mila euro

Quando hanno visto le immagini delle tv a circuito chiuso della banca, la memoria degli investigatori è andata a un episodio di quattro giorni prima. Il 12 luglio infatti un equipaggio della polizia intercettò in via Litta Modignani uno scooter con due ragazzi che poi tentarono la fuga. L’inseguimento finì a Cormano dove si scatenò una mischia, finita con un agente in ospedale con 20 giorni di prognosi. I due viaggiavano su un motorino rubato, con addosso taglierini e passamontagna. Ma essendo molto giovani, uno deve ancora compiere 17 anni, se la cavarono con una denuncia a piede libero. E il 16 uno dei due, insieme al fratello diciassettenne dell’altro denunciato, assaltò la Banca Regionale Europea di viale Certosa 138.
Sono circa le 16 quando i rapinatori entrano negli uffici, spianano i coltelli. Il primo tiene a bada 18 tra clienti e dipendenti, l’altro, coltello alla gola, porta il direttore al piano superiore e insieme attendono l’apertura della cassaforte temporizzata. Poi scende, si fa aprire casse e bancomat, quindi risale nel tentativo di recuperare le immagini dell’impianto a circuito chiuso. Operazione però impossibile. Ridiscende e insieme al complice prende un bancario in ostaggio, per non farsi intrappolare nella bussola, poi la fuga. Tempo: oltre 20 minuti. Bottino: 114mila euro e un Rolex sfilato a un cliente, nonostante il suo tentativo di nasconderlo in tasca.
Vedendo le immagini viene identificato uno dei due passeggeri dello scooter fermato quattro giorni prima e da lui sono risaliti al complice. Ma i ragazzi, con alle spalle solo piccoli precedenti, non si trovano. Dopo una breve ricerca vengono rintracciati in una pizzeria di Savona. Sono infatti in vacanza nella casa affittata dai parenti di uno dei due. Durante le perquisizioni degli appartamenti (i due in città e quello al mare) saltano fuori 41mila euro.
L’esito dell’operazione è stata presentata ieri dal capo della mobile Vittorio Rizzi e dell’antirapina Marco De Nunzio. Come al solito parchi di dettagli vista la minore età degli arrestati: 16 e 17 anni. «Ma già forniti della determinazione, freddezza e “professionalità” dei vecchi e navigati rapinatori» ha commentato Rizzi. Poi ha aggiunto che sono vicini di casa e che vivono a Quarto Oggiaro in famiglie tutto sommato normali. Oddio, durante la perquisizione, babbo e mamma di uno dei fermati ha buttato nella tazza del bagno 15mila euro. Segno che qualche sospetto sulla provenienza del denaro dovevano pur averlo. Ma non è stato possibile contestare alcun reato: ai famigliari degli indagati è concesso quel che la legge definisce «favoreggiamento».
Rimane solo da chiedersi come sia possibile che due ragazzi fermati «in divisa da rapinatori» (scooter rubato, taglierini e passamontagna) fuggano, diano vita a un feroce corpo a corpo con gli agenti per poi cavarsela con il semplice «scappellotto» giuridico di una denuncia a piede libero.