Presi tre finanzieri e il direttore del Grand Hotel Brun

(...) chiudessero un occhio - meglio, tutti e due - sulle «violazioni finanziarie commesse dalle imprese Shassima srl, Milano Games srl, Peppone Giochi srl, Impresa individuale Euroslot di Lauro Pippa, La Giada srl», società riconducibili alla cosca dei Valle-Lampada. In totale, i tre avrebbero intascato «un totale non inferiore a 720mila euro nell’arco di un anno e mezzo dal 2008 al dicembre 2009», finendo per essere di fatto «a libro paga e stabilmente retribuiti» dai malavitosi.
In manette, ieri, è finito anche l’imprenditore Domenico Gattuso, ritenuto socio dei Lampada in varie attività, e in grado di avere informazioni sullo stato delle indagini da girare al clan, poi supportato anche attravrso l’apertura di conti correnti, mutui, e finanziamenti. Infine, è stato mandato ai domiciliari Vincenzo Moretti, il direttore del Grand Hotel Brun di via Novara. Nel suo albergo, secondo la Procura, gli uomini della cosca erano di casa. Non solo. Quando gli investigatori della Squadra mobile si presentarono nell’hotel - era il giugno del 2009 -, Moretti «rivelava immediatamente a Giulio Lampada degli accertamenti svolti e del rilascio della documentazione da cui emergeva non solo i soggiorni delle persone» legate al clan «ma soprattutto che le spese erano state pagate dallo stesso Lampada», aiutando così «tutti i componenti dell’associazione a eludere le investigazioni dell’autorità».