Preside anti Lega raccoglie firme: «Carroccio razzista, non deve vincere»

BERSAGLIO Cota, candidato del centrodestra: «Sono preoccupato per quei docenti che abusano del loro ruolo»

Più che un appello pro Mercedes Bresso, è una dichiarazione di guerra. Una dichiarazione di guerra alla Lega e al suo candidato presidente alla guida della Regione Piemonte, Roberto Cota. Il Carroccio, è il messaggio che lancia, è razzista, ergo non va votato. Sin qui nulla da dire, le idee sono idee. Il problema però in questo caso è che a mandare via e-mail questo messaggio anti-Lega, da lui sottoscritto come primo firmatario, è stato il preside della facoltà di Lingue dell’Università di Torino, professor Paolo Bertinetti, docente di letteratura inglese nonché presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione circuito teatrale del Piemonte. E il problema è pure che il preside Bertinetti ha inviato questo messaggio non ai suoi amici, ma a docenti e ricercatori della facoltà da lui guidata. Non solo. Già, perché ai colleghi ha chiesto persino di inviare direttamente a lui l’eventuale adesione. Giusto per schedare, si potrebbe malignare, buoni e cattivi, dal suo punto di vista, della facoltà.
Leggere per credere. Il messaggio di posta elettronica è introdotto dal seguente invito: «Cari Colleghi, vi allego un conciso appello elettorale firmato da alcuni docenti della nostra facoltà. Chi vuole sottoscriverlo può mandarmi la sua adesione. Naturalmente questa è un’iniziativa personale, non (sottolineato) di facoltà, a cui può aderire chi la condivide a titolo personale». Messaggio neutro solo apparentemente, visto che il mittente è il preside. Segue il testo choc: «Come docenti universitari – recita la nota – ci siamo a lungo occupati di scrittori di ogni Paese e continente, diversissimi tra loro ma accomunati dalla stessa convinzione nel promuovere il fondamentale valore della tolleranza. Ci sembra quindi inaccettabile che presidente della nostra regione possa essere l’esponente di un partito che dell’intolleranza ha fatto la sua bandiera. Come cittadini piemontesi riteniamo altrettanto inaccettabile che il presidente della regione Piemonte possa essere un politico che si dichiara un obbediente soldatino di Bossi, di chi vuole che la nostra regione diventi la servile vassalla della Lombardia. Per queste ragioni – conclude l’appello elettorale – riteniamo che sia necessario votare la presidente Bresso e le forze politiche che la sostengono, in quanto portatrici di quei valori di civiltà democratica, di rispetto della dignità dell'uomo, di capacità innovativa e di industriosità che costituiscono i cardini della nostra storia».
Più attacco di così. Quasi superfluo sottolineare che al centrodestra l’uscita del preside Bertinetti non è affatto piaciuta. E tantomeno è piaciuto al candidato presidente del centrodestra Roberto Cota: «Sono loro i veri intolleranti, da candidato presidente ho fatto il callo a questi insulti e attacchi, che mi fanno sorridere vista la pochezza di argomenti. Da cittadino piemontese e padre di famiglia sono invece molto preoccupato che i nostri giovani possano avere presidi e insegnanti del genere, che abusano del loro ruolo». L’onorevole Elena Maccanti, deputato torinese della Lega Nord e membro della Commissione cultura della Camera, presenterà «un’interrogazione parlamentare urgente al ministro dell’Istruzione». Annuncia iniziative alla Regione Piemonte anche il consigliere del Pdl Gian Luca Vignale. «Utilizzare la propria posizione di presidente e preside di facoltà per invitare a votare il centrosinistra rappresenta un gravissimo quanto subdolo abuso del proprio ruolo». Anche perché, ricorda Vignale, la fondazione presieduta da Bertinetti ha ricevuto dalla giunta Bresso «ad oggi più di tre milioni e 700mila euro, di cui 50mila stanziati meno di un mese fa».