Preside diffamò Vecchioni: confermata la condanna

La Cassazione ha confermato quanto deciso nel 2006 dalla Corte di Appello di Milano nei confronti del preside del
Liceo Parini. Il cantautore si era attirato le critiche del preside perché aveva "appoggiato"
l’occupazione della scuola fatta allora dagli studenti dell’istituto

Milano - La Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione decisa nel 2006 dalla Corte di Appello di Milano nei confronti del preside del Liceo Parini per aver criticato, in una lettera a "Il Corriere della Sera", il cantautore, che aveva un figlio nello stesso istituto. Roberto Vecchioni si era attirato le critiche del preside perché aveva "appoggiato" l’occupazione della scuola fatta allora dagli studenti dell’istituto.

Il preside, nella lettera al quotidiano, lo aveva accusato di "pontificare dall’alto dell’esonero dall’insegnamento, peraltro retribuito" additandolo come "esempio del pessimo funzionamento della scuola di Stato". La Corte d’Appello aveva ritenuto "l’occupazione dell’Istituto solo l’occasione per un attacco virulento a Vecchioni da parte del preside". La quinta Sezione Penale della Cassazione, con la sentenza 42015, ha dato ragione al cantautore e condannato il preside al risarcimento, sostenendo che "l’adesione del Vecchioni all’atteggiamento di contestazione degli studenti che avevano proceduto all’occupazione del Liceo Parini (stigmatizzata dal preside come compiacenza verso il ribellismo giovanile) non costituisce fatto ingiusto, essendosi manifestata nei termini di una corretta e pacata riflessione, a prescindere dalla sua condivisibilità. Laddove la replica del preside appare rancorosa e veemente dettata da un intento di rivalsa nei confronti del Vecchioni».