La preside: «Quante falsità sulla nostra scuola»

«La scuola da me diretta, con tutti i suoi operatori, ha sempre posto al centro della sua attività i bambini e la loro tutela. Faccio però notare che nei dibattiti sui giornali e in molte trasmissioni televisive, affollati da opinionisti, genitori, psicologi, neuropsichiatri infantili, giuristi e giornalisti, la grande assente è sempre stata proprio la scuola reale». È quanto ha dichiarato ieri Loredana Cascelli, dirigente dell’istituto comprensivo Olga Rovere di Rignano Flaminio presso il quale lavoravano le tre maestre e la bidella arrestate per presunti episodi di pedofilia. In particolare, secondo la preside, dopo l’esplosione del caso e l’arresto del personale scolastico, verrebbero addebitate al suo istituto e a lei varie responsabilità amministrative e gestionali «ignorando del tutto, o deformando, fatti e circostanze che hanno connotato questo sofferto e travagliato anno scolastico».
Ad avviso della Cascelli, l’addebito più infondato che le viene attribuito è quello di non aver adottato provvedimenti immediati nei confronti del personale inquisito. «La verità - afferma - è che invece l’amministrazione scolastica tutta, a cominciare da me, si è sempre mossa sulla scorta di pochi elementi di conoscenza dei fatti a disposizione. E per farlo ci siamo anche avvalsi di due ispezioni mirate, una dell’ufficio scolastico regionale ed una del ministero della Pubblica istruzione. Quando infine ci sono giunti sufficienti elementi di valutazione abbiamo adottato la sospensione cautelativa del personale inquisito». Dopo aver sottolineato «il non trascurabile particolare» che lei è dirigente della scuola di Rignano Flaminio «solo dal primo settembre 2006» e che i presunti episodi di pedofilia «si sarebbero consumati nel periodo precedente», Cascelli aggiunge: «È paradossale che venga continuamente tirata in ballo la mia persona, trascurando la dinamica complessiva dell’azione della scuola, che invece ha adottato procedure corrette e rispettose di tutte le persone coinvolte, non sottraendosi ad alcuna forma di confronto anche pubblico con genitori».
«La mia attività - aggiunge - è stata finalizzata a rendere sicura la scuola con il coinvolgimento delle varie istituzioni. Ho però notato che altrettanta fiducia nelle istituzioni non è stata riposta da chi ha scelto forme di intervento come le accuse contro tutto e tutti e le campagne mediatiche». Infine la preside ribadisce la sua disponibilità «a fornire una corretta e circostanziata informazione sul mio operato e su quello dell’istituto, che è stato sempre avallato dal parere unanime degli organi collegiali».