Il presidente Caf: stanco, ma sereno

La voce un po’ roca tradisce la stanchezza. Ma Cesare Ruperto è sereno. Agli amici racconta di aver fatto solo il suo dovere, guidato da «spirito di servizio». A 81 anni il presidente della Caf che ha fatto retrocedere in B Juve, Lazio e Fiorentina, ora si riposa. Ruperto allarga le braccia quando gli riferiscono delle critiche alla sua sentenza che ha terremotato il mondo del calcio. Si rifà alle 154 pagine, meditate e discusse assieme agli altri quattro giudici della Caf. Non sa dire se quella sentenza sia severa o indulgente: la decisione - fa notare l'ex presidente della Corte Costituzionale - è stata presa solo sulla base di atti. Nessuna influenza, dunque.
La vittoria dell'Italia ai mondiali è stata un motivo di gioia, ma non poteva e non doveva influenzare il verdetto. «Non mi fa piacere se la decisione viene considerata severa. Umanamente mi dispiace. Un giudice gode solo quando assolve, altrimenti sarebbe un sadico», dice Ruperto a chi gli sta vicino.