Il presidente censura chi non la pensa come lui

I cocktail elettorali, ormai, sono un’occasione per trascorrere un pomeriggio e una serata in uno scenario magnifico, con buffet di prima classe. Poi anche, ovviamente, per dare un appoggio al candidato. L’altra sera, ad esempio, nella sontuosa e affascinante Villa dello Zerbino (che fu cara alla marchesa Groppallo e oggi al principe Cesare Castelbarco Albani) si è consumata una «performance» elettorale di una nota neuropsichiatra che ha deciso di andare a Bruxelles per aiutare i genovesi a diventare più preparati e più occupati.
La neuropsichiatra si chiama Susy De Martini, è già ampiamente conosciuta, al di là della sua eccellente preparazione professionale, anche come «regina» di test televisivi. È stato un successo, buffet straordinario, «spolverato» in un batter d’occhio, un suo bel discorso con la promessa della nascita a Genova dell’Università del mare. Ha citato dodici volte il professor Vernazza, pro-rettore, che è sembrato anche un po’ in imbarazzo. In compenso, sul finire della festa è arrivato anche il rettore De Ferrari, simpatico e provocatore come al solito. Tante belle donne a far da corona alla Susy. In primo piano la Lilli Lauro, come sempre raffinata, chic tutta di veli e di «voile» (ma sobria come la vuole il suo «capo politico» Biasotti). Ha raccontato una sua bella iniziativa: «Un giro del porto in battello, sabato sera, con i nostri candidati, Mauro, la Susy, ovviamente Biasotti e tanta gente comune. Per dare uno sguardo al nostro porto... in disarmo». Che splendida provocatrice! Si accompagna a lei una fra le ospiti più ammirate: Manuela Ganduglio, musicista e cantante di musica strumentale (ricordate il gruppo Ring Awards Quartet?): ebbene qualcuno sperava in qualche suo acuto. Ma è bastata una breve sua passerella per colpire i molti «latin lover» (anche oltre la mezza età) presenti. Abito nero, firmato, occhiali inquietanti, sorriso violentissimo. E ancora: Paola moglie di Gino Paoli, pimpante Alessandra Bertini per avere al suo fianco un marito, diventato vice coordinatore metropolitano (con Gadolla), uomo molto ossequiato, ancorché romanista... (Chissà se riesce a... coordinare anche la gentile Alessandra?). E poi la divampante Monica Magnani, che controllava a distanza, uomini e tipi, lei donna regina della comunicazione; Simona Chiavaccini arrivata addirittura con la sua splendida creatura con carrozzella e badante (lei può...). Curioso l’avvocato Emanuele Basso, interessato più al mercato della Samp che a quello... europeo. Ossequiato anche Matteo Rosso (quanti complimenti per essere uno dei «grandi uomini di rottura»... insieme all’amico Plinio), e anche Roberto Bagnasco, ruentino futuro candidato alle regionali (aveva arbitrato una violentissima partita fra minoranza e maggioranza del suo Comune: una leggenda...). Interessati alle parole di Susy, anche la «sinistrorsa» e simpatica Angela Burlando, oltreché all’ideologo trasversale Peppino Orlando. Scapigliato il presidente di Datasiel (con i tempi che corrono...), impassibile il «guardiano politico del centro storico», Aldo Siri con consorte. Completavano lo scenario belle signore: Federica Becchi, Donatella Serra, Paola Aimo, Pamela Fregatti, Lella Meneghini, Roberta Colombino, Pamela Morello. Un vero «latin lover» arenzanese (uscito da coiffeur in quel momento) è apparso Giuseppe Mina, insieme a Roberto Dotta gentiluomo biasottiano.