Un presidente così sarà pure «risparmioso» ma è meglio tenerselo

(...) era stato espulso per doppia ammonizione e «per avere, all’atto dell’espulsione, assunto un atteggiamento intimidatorio nei confronti dell’arbitro, rivolgendogli un epiteto ingiurioso e proferendo un’espressione blasfema». Al giocatore è andata anche un’ammenda di 5mila euro. Il Genoa ha preannunciato subito il ricorso. E allora, dopo 6 turni, quali prospettive attribuire agli 8 punti in classifica? Il vasto popolo genoano, alla costante ricerca di decifrare una volta per tutte il misterioso «progetto» presidenziale, trepidante chiede: «Quo vadis Grifo?». Lo scricchiolio - prolungato faccia a faccia presidente-allenatore - c'è stato. Per lo sfizio di trovare qualcosa di meglio degli affidabili Ballardini e Floro Flores, Preziosi sostituì a giugno il tecnico con l'effervescente Malesani: al quale - rinunciando allo sperimentato Floro Flores - promise il Bomber (Gilardino), finendo però per arrangiarsi con un Cammello e un Airone. Poi, sostanzialmente «ceffato» il mercato estivo alla voce «arrivi», il presidente si è spericolatamente avventurato nel definire «la più forte della mia gestione» la squadra affidata a Malesani. Da qui nasce l'ansia del vasto popolo genoano: una volta per tutte, qual è il «progetto» di Preziosi? Eccovi in proposito le impressioni che nel tempo ho personalmente maturate. Enrico Preziosi, abilissimo commerciante di giocatori d'alto bordo, è totalmente indifferente all'Europa League, tanto avara nell'elargire gloria e soldi quanto prodiga di spese a carico dei partecipanti. Per lui conta solo la rassicurante garanzia che la squadra resti in serie A e preferibilmente si sistemi nella parte sinistra del tabellone: che poi arrivi quarta o decima, per lui fa poca differenza. Il progetto di Preziosi è quello di riuscire a comprare un sacco di calciatori validi, valorizzarli al massimo, venderli guadagnandoci il massimo spuntabile ad ampia garanzia del Genoa, sostituirli possibilmente al meglio e avanti i carri. Naturalmente, se potesse avere la certezza di centrare l'ingresso in Champions League, con la sostanziosa contropartita economica che la cosa comporta, sicuramente Preziosi investirebbe senza risparmio. Poiché però tale garanzia non esiste, il presidente non è disposto ad esporsi massicciamente, col corposo rischio di mancare magari l'obiettivo per un posto o due e cioè - pragmaticamente parlando - restare con un pugno di mosche e i conti allarmantemente in rosso. Dopodiché, dico al vasto popolo genoano: tenetevelo ben stretto, un presidente così (tranquilli: a gennaio correrà ai ripari comprando un Bomber degno della definizione), che sistematicamente garantisce al Grifo la serie A, facendovi gustare a tratti fior di campioni in maglia rossoblu. Se Preziosi si stufasse, non vi resterebbero che l'eventuale passaggio dell'avventuriero di turno a rosicchiare i resti e la saracinesca fatalmente giù.
La Sampdoria ha vinto ad Ascoli «scoprendo» finalmente (e spero definitivamente) Piovaccari, e pazienza se giocando ancora male. Chi mi segue sa com'io la pensassi sull'ottimo Di Carlo (date un'occhiata al Chievo), trattato come lo scemo del villaggio dopo averlo gravemente menomato di Cassano all'8ª e evirato di Pazzini alla 21ª, per riesumare dal sarcofago il simulacro di Cavasin. Chi mi segue sa inoltre che al tempo della campagna estiva avrei puntato sul supercollaudato Ventura o sull'emergente Montella (Torino e Catania: come volevasi dimostrare), ma riconosco di aver accolto con favore la scelta di Atzori per via del suo promettente «physique du role». Poi purtroppo due contrattempi hanno giocato contro. Il primo: forse a causa dei notevoli pesi residui di un organico pletorico, Sensibile non è riuscito a reperire sul mercato i cursori esterni ideali per il «3-5-2» che sta a cuore ad Atzori. Il secondo: Atzori si è rivelato meno duttile e più avventuroso di quanto sperassi. Per capire che quest'organico privo di instancabili cursori di fascia dai piedi buoni «ordina» di mandare in campo una squadra rigidamente impostata su un accorto «4-4-2» che utilizzi di volta in volta i migliori nei rispettivi ruoli (Piovaccari o Pozzi centravanti, Bertani o Maccarone seconda punta) Atzori ha dovuto sbatterci clamorosamente di naso contro il Sassuolo. E meno male. Proseguendo con Cittadella, Nocerina e Crotone sul salvifico binario tattico imboccato ad Ascoli la Sampdoria potrà solo migliorare, per affrontare la successiva insidiosa trasferta di Brescia con la consapevolezza di potercela fare.