Il presidente dei voltafaccia

Il principale dei molti argomenti dei tifosi di D'Alema al Quirinale è che ormai niente dovrebbe opporsi alla sua ascesa al Colle visto che lui dopo tutto non coltiva più nessuno dei grandi ideali della sua vita. Infatti non è più comunista. Non è più neanche marxista. Non crede più in Lenin e Stalin, e ovviamente nemmeno in Mao. Forse non crede più neanche in Togliatti, Longo e Berlinguer. Probabilmente ormai non crede più neppure in quel socialismo riformista che ogni tanto lascia ancora intendere di essere disposto a rilanciare. Insomma non crede più in nessuna delle cose in cui ha creduto di volta in volta lungo gli anni della sua brillante carriera di credente votato all'arte del superamento e rinnegamento perpetuo di tutte le proprie credenze. Da qualche tempo quest'uomo sempre pronto - quando i capricci della storia glielo impongono - a disfarsi di ogni oggetto successivo della propria mutevole fede, mostra di credere fermamente nei valori della democrazia liberale. Dichiara di apprezzare anche l'Occidente. Lascia intendere che anche l'America in fondo non gli dispiace. Ma si tratta, guarda caso, di scoperte fatte sempre fuori tempo massimo, sulle macerie di qualche disastro prodotto dal crollo di qualche sua credenza. E soprattutto mai seguite o precedute da un solo atto di preliminare condanna di quella più o meno infame credenza. Massima espressione di questa sua assoluta riluttanza all'autocritica è il potente contributo che egli ha dato alla creazione di un partito che pur essendo costituito esclusivamente da avanzi del vecchio Pci, tutti come lui ben decisi a sottrarsi in eterno al dovere di ripudiare esplicitamente il retaggio di quella perniciosa anomalia politica che fu il grande partito burocratico di massa creato da Togliatti, pretende tuttavia di non aver niente a che fare col tumore di cui invece è solo una metastasi. La sua ascesa al Quirinale avrebbe dunque il valore di un Oscar alla carriera di un uomo dedito metodicamente a tre pratiche che lo rendono del tutto inaffidabile: l'Errore senza scuse, il Voltafaccia senza vergogna e l'Orgoglio senza motivo.