Il presidente e il grillino la strana coppia che ha salvato Pisapia

Sognava di fare la rivoluzione, ma il grillino Mattia Calise per ora a Palazzo Marino si limita a garantire il numero legale al centrosinistra. Che (anche) grazie al consigliere del Movimento 5 Stelle riesce per due volte a far partire le sedute sull’introduzione dell’Irpef. La delibera verrà votata domani, insieme all’assestamento di bilancio. Pdl e Lega hanno accettato ieri notte di ritirare gli emendamenti ma portando a casa due risultati. Primo: rovinare le ferie a sindaco e sinistra che l’1 agosto (non accadeva da anni) dovranno tornare in aula per votare il via libera. É un segnale politico, il centrodestra è battagliero e se il Pd sottovalutava la resistenza dei consiglieri ne ha avuto un assaggio. Ma - secondo obiettivo centrato - l’ostruzionismo ha portato anche sconti per 1,5 milioni sull’Irpef alle famiglie con anziani o disabili. «Si riempiono la bocca, ma per le famiglie disagiate non avevano previsto nessuna agevolazione» sottolinea il Pdl Gallera. Se domani Pisapia riuscirà ad introdurre l’addizionale Irpef allo 0,2% (graziati solo i redditi sotto i 33.500 euro), un ringraziamento speciale dovrà rivolgerlo al presidente dell’aula, Basilio Rizzo. All’insediamento aveva giurato «mi è stato affidato un incarico di garanzia per tutti, la mia parte sarà allora la legge, la trasparenza, la correttezza amministrativa e mi impegnerò a tutelare di più la parte che pro tempore è all’opposizione». Ma nella maratona in consiglio è stato uno stratega nel favorire la maggioranza. Vecchi trucchetti e secondo il centrodestra parecchie irregolarità, tanto che è probabile un ricorso al Tar e certo quello al prefetto, «per tutelare i nostri diritti di consiglieri di minoranza» anticipano i pidiellini.
Ieri sono continuate le polemiche contro Pisapia sull’azzeramento del cda di Atm. Il vicecoordinatore regionale del Pdl Fidanza parla di «epurazione politica» e «tra buonuscita e stipendio a un nuovo manager gradito - domanda -, quanto costerà tutto ciò ai milanesi?».