Un presidente di garanzia per l’Hopa del dopo Gnutti

Marniga: «Nessuna comunicazione alla società». Il malessere di alcune banche

da Milano

Quello di ieri a Brescia è stato un consiglio d’amministrazione diverso da sempre, per la Hopa. Mancava Emilio Gnutti, sospeso dalle cariche societarie dalla magistratura fino al 2 ottobre. Ma probabilmente destinato a fare un passo indietro definitivo dal vertice della finanziaria. Un’Hopa senza Gnutti suona un po’ come Forza Italia senza Berlusconi. Ma la strada sembra proprio quella, tanto che pare già partita la ricerca di un nuovo presidente. Una figura di garanzia e di prestigio, forse un accademico, un professore che diventi «il Franzo Grande Stevens» di Hopa.
«Nel consiglio non c'erano decisioni da prendere - ha detto ieri l’ad di Hopa Romano Marniga, l’amico e socio di Gnutti che guida la finanziaria ormai da due mesi - e abbiamo esaminato le varie situazioni in itinere». Ma nessuna novità ufficiale è emersa in merito alle intenzioni di Gnutti: «In società non è arrivata alcuna comunicazione». In realtà il finanziere, oltre alle partite Antonveneta, Snia, Telecom, ha anche da gestire il malessere di alcune banche che avrebbero avanzato le prime richieste di alleggerimento della posizione di Hopa. Tra queste il SanpaoloImi di Brescia avrebbe chiesto il rientro di 150 milioni, ottenendone subito una cinquantina. \