Il presidente gentleman col sorriso in tasca: "Tutta Italia era contro"

Parma - «Scudetto strameritato, ci ha tifato contro tutta Italia».
Detto alla Moratti, con quella voce che ogni tanto prende la piega giusta e va dritta al sodo.
Il presidente ha tenuto dentro un mucchio di cose, intorno vedeva che stavano demolendo il suo castello, ma è riuscito sempre a tenere un sorriso a portata di mano, e siccome purtroppo non tutti capiscono, è girata la solita favola del bravo e ingenuo: con tutto quello che gli è arrivato in testa, è sempre contento. Il gufo, il sarto, gli amori di Balotelli, un quotidiano pronto a uscire in edizione straordinaria solo nel caso avesse perso, e Moratti continuava a sorridere. Il contratto di Mancini, lo scudetto rimandato e finito nello psicodramma: ma ci conviene vincerlo col derby o sarebbe più bello vincerlo in casa? Mi si nota di più se non vengo o se vengo? E Moratti non perdeva il sorriso.

Questo è il presidente, prendere o lasciare. Non conta? Se volete che la leggenda resti in piedi continuate a crederci. Ma ha chiesto il silenzio e tutti sono rimasti in riga. Perfino lui, sempre disponibile anche davanti all’ultima delle emittenti, ha mantenuto il silenzio imposto ai suoi ragazzi, ha ritirato perfino un tapiro nel giorno del suo compleanno e si è limitato a un paio di battute perché comunque quando gli chiedono dell’Inter gli parte un brivido dentro che non sa ancora trattenere. Ieri gli è scoppiato a circa cinque minuti dalla fine, mentre sotto l’acqua era con la t-shirt che celebrava il sedicesimo scudo, il terzo suo personalissimo: «Siamo felicissimi - ha quasi urlato ai microfoni Sky -. I ragazzi hanno stravinto un campionato difficilissimo, malgrado tutta l’Italia non interista abbia tifato contro. Questo ci rende ancora più fieri e orgogliosi. La squadra meritava questa vittoria, è stata veramente formidabile, Mancini gli ha dato la sicurezza necessaria per vincere. Cosa dirò alla squadra? Solo poche parole, ora è tutto sentimento». Presidente, quanta paura ha avuto di perdere lo scudetto? «La paura di non vincere c’è sempre - ha detto il capo, che proprio perché è così fragile sembra ancora più forte quando ammette le sue debolezze -, e questo dà più orgoglio». Poi gli hanno chiesto se Ibrahimovic è l’uomo simbolo di questa squadra e lui: «Sì, senza dubbio».

E alla fine è anche arrivato il momento della verità sulla panchina, l’argomento di questi ultimi sei mesi che ininterrottamente ha aleggiato sul primato dell’Inter: Mancini?
Il presidente ha sempre giudicato l’argomento come uno dei tanti e alla fine ci sarà pure un buon motivo se è sempre rimasto coerente a questa linea. E allora bisognava trovare il passo falso per rimettere in discussione tutto. Il presidente davanti al caso delle intercettazioni ha detto che lui difende sempre i suoi giocatori? Ah sì? Ma perché non ha detto che difende anche l’allenatore?
Benissimo. Chi non si lascia continuamente distrarre sa che il presidente non intendeva escludere Mancini, ma faceva più notizia questo. E tutti gli incontri, notturni, mattutini, settimanali, sotto falso nome, eccetera, eccetera, con gli allenatori di mezzo mondo, hanno fatto il resto. Ieri, nel momento della festa, Moratti, all’ennesima richiesta di un chiarimento su Mancini, ha risposto: «È stato fantastico perché ha resistito a tutte le balle che si dicono in giro».
Detto alla Moratti, con quella voce che ogni tanto prende la piega giusta e va dritta al sodo.

Ma c’è sempre qualcuno che non capisce: allora presidente, vuol dire che Mancini resta? «Ne parleremo in privato - ha risposto Moratti -, intanto fateci godere questo momento, non abbiamo ancora cominciato a festeggiare». Una risposta un po’ ambigua, hanno commentato quelli che gli vogliono un bene dell’anima.

Ma attenzione, perché il presidente non dimentica così in fretta, se hai bisogno si fa in quattro, ma questo non significa che sia di memoria corta, la vittoria sofferta e meritata dei suoi ragazzi contro tutto il resto dell’Italia che gli tifava contro non passa alla grande nel giorno della vittoria. Non ha mai accusato nessuno e ha continuato a sorridere. E a chi lo stuzzica sulla Juve, nella sua serata ribatte: «Tornare alla normalità? Dovrebbe essere la Juventus a farlo, perché sono loro che ci hanno creato questo problema».