«Il presidente ha ragione Ho voglia di rivincita già contro il Palermo»

«Le parole del presidente sono giuste. Tutte le persone che lavorano si sentono in discussione». Walter Novellino risponde così all'«avviso» lanciato ieri mattina dal patron della Sampdoria Riccardo Garrone. Mai prima d'ora infatti il tecnico della squadra ligure era stato definito «in discussione». Ma lo stesso Novellino non sembra particolarmente scosso, va avanti per la sua strada e spera che «qualche episodio sfortunato finisca, perché anche quel gol che abbiamo preso è stato incredibile».
Le parole del presidente di ieri però sono sembrate, questa volta, una sorta di ultimatum: con il Chievo potrebbe essere già la famosa ultima spiaggia, soprattutto se non arriverà una prestazione con la P maiuscola: «Ma io non devo vincere con il Chievo - continua il tecnico blucerchiato - devo già vincere con il Palermo in Coppa Italia. Perché veniamo da due brutte sconfitte e c'è voglia rivincita, non è questione di campionato, è questione che non è bello perdere».
Questo è certamente il momento peggiore della carriera dell'allenatore blucerchiato: «Ho avuto anche tanti momenti in cui vincevo - spiega - ma anche allora mi sono sentito in discussione, tutti quelli che lavorano lo sono ed è normale che lo sia anche io».
Intanto la Sampdoria dovrà proprio ripartire dalla Coppa Italia: «Spero di recuperare qualche giocatore, c'è qualcuno che ha bisogno di rifiatare e voglio fare bene, visto che contro il Palermo sarà una sorta di rivincita».
Intanto ieri il presidente Garrone ha presentato il nuovo sponsor di Coppa Italia, in attesa ancora di essere vista «in chiaro»: per gli Ottavi infatti non sono stati venduti i diritti tv.
Dalla partita di domani sera contro il Palermo il progetto onlus di «Muse Italia», che favorisce l'integrazione tra i bimbi delle scuole elementari attraverso la partecipazione comune ad esperienze di creazioni di attività artistiche, sarà il nuovo marchio sulle maglie blucerchiate: «Sono presidente di Muse Italia - ha detto Garrone - da 4 anni ed è un progetto straordinario, è l'unico infatti che interviene sui bambini usando artisti molto preparati, dalla musica alla danza, dal teatro al mimo, tutte attività che aiutano i piccoli immigrati. Spesso si trovano in difficoltà perché non sanno ancora l'italiano ma utilizzano così il linguaggio universale dell'arte».
Il progetto Muse per ora è attivo a Bologna, Genova, Milano, Napoli, Reggio Emilia, Roma, Torino e Venezia ma, grazie anche alla richiesta da parte di molte scuole, si sta sviluppando anche in altre città italiane: «Fino ad ora - continua Garrone - abbiamo anche avuto ottimi risultati, basti pensare che uno studio ha rilevato che i bimbi che aderiscono al progetto hanno anche una maggiore comunicazione con la famiglia».