Il presidente iracheno boccia il rapporto Baker

da Bagdad

Un «attentato» alla sovranità irachena e alla sua Costituzione, che non aiuta il Paese nel suo sforzo per ripristinare la sicurezza, ma lo tratta invece come una «colonia»: è una bocciatura tout court quella formulata dal presidente iracheno, Jalal Talabani, al Rapporto Baker-Hamilton con le raccomandazioni per cambiare strategia in Iraq e nel Medio Oriente, presentata all’amministrazione Bush quattro giorni fa. Le raccomandazioni dell’Irak Study Group sono da respingere, secondo il presidente iracheno ed ex leader curdo, perché propongono di coinvolgere gli ex membri del partito Baath, al potere con Saddam Hussein, nel processo politico in Iraq, cioè proprio quei deprecati elementi baatisti che fornirebbero supporto e logistica ai terroristi sunniti: «Ciò - ha detto Talabani - va contro la lunga lotta che il popolo iracheno ha condotto contro la dittatura». Ed è particolarmente da respingere dove raccomanda all’Amministrazione Usa di minacciare il ritiro dei soldati americani nel caso non ci dovessero essere progressi nel campo della sicurezza: una proposta grave per il capo dello stato, perché equivale di fatto a «trattare l’Irak come una giovane colonia a cui si possano imporre delle condizioni, negando il fatto che siamo un Paese sovrano e rispettato». Un documento che Talabani definisce «ingiusto», perché «contiene articoli pericolosi che pregiudicano la sovranità dell’Irak e la sua Costituzione». Un documento che Talabani dichiara di «respingere nel suo insieme». Il consiglio di coinvolgere nel processo politico iracheno e mediorientale anche Iran e Siria non riscuote però giudizi positivi da Teheran: «Quello che devono fare gli americani è ritirare le loro truppe».