Il presidente del municipio non accetta una «espressione di sentimenti». E intanto Cornigliano chiede la secessione dalla Stalingrado di Genova A Sestri è vietato parlare della visita di Berlusconi

(...) a Silvio Berlusconi durante la «passeggiata» a Sestri Ponente, il presidente ha ritenuto la richiesta di «carattere altamente politico». E quindi da rifiutare. Discussione rinviata alla seduta seguente. A quando gli animi saranno più placati. «Troppi i temi da affrontare durante il consiglio di lunedì» è la giustificazione ufficiale.
E che il cammino simbolico di Berlusconi a Sestri sia stato surriscaldante dell'animo di qualche abitante è stato evidente. E proprio di questo Bruno avrebbe voluto parlare. Di più, avrebbe voluto parlare di libertà, di libertà individuale nei confronti di ogni cittadino più che ancora di Berlusconi. «Quello che ha impressionato molti cittadini in merito a quelle contestazioni - spiega il capogruppo di Forza Italia in municipio - è stato l'astio e l'intolleranza nei confronti di una persona. Il turbamento che avevo intenzione di esprimere avrebbe rimandato all'ideale di tolleranza, al concetto di democrazia, al senso di rispetto delle persone, e al credo di riconoscere nell'altro il diritto di rappresentarsi dimenticato da molti sestresi». Un sentimento che esprimesse lo stato di angoscia di alcuni abitanti, «costretti» catarticamente a purificarsi con «espressioni volgari e vili proteste che poco avevano a che fare con una serena contestazione politica». Ma tale espressione di sentimento, che Bruno chiarisce «non avrebbe richiesto più di 5 minuti», ora rischia davvero di trasformarsi in una battaglia consigliare. Tra i consiglieri di opposizione c'è chi pensa «che la maggioranza sia stata spiazzata da un discorso di tale spessore e che ora prenda tempo per trovare le “armi” per un contrattacco politico».
Un altro forzista, Luciano Silighini Garagnani, corniglianese doc, rilancia: «Purtroppo queste prevaricazioni da parte della maggioranza nel nostro municipio ormai sono diventate normali, come è diventata la prassi che ogni proposta della minoranza venga boicottata». Troppo pochi i consiglieri di opposizione, secondo Garagnani, in un municipio che raccoglie i quartieri più rossi di Genova, come Sestri e Cornigliano. E per questo l'azzurro azzarda una singolare proposta: «Scindere le due delegazioni ponentine oggi unite sotto un identico municipio, che sta stretto sia ai sestresi sia ai corniglianesi». Da lunedì incomincerà una raccolta firme di cui è promotore e per cui prevede un grande successo. «Raccoglierò le firme del 70% degli abitanti di Cornigliano, e altre migliaia a Sestri, e la sindaco, che si professa vicino alle istanze della gente, non potrà che tenerne conto» puntualizza Garagnani. Ma perché questo? «Perché queste due aree della città sono estremamente diverse per dimensioni e struttura sociale» risponde il promotore della scissione. Che aggiunge: «Noi di Cornigliano abbiamo problemi diversi, abbiamo cavalcato le battaglie per le acciaierie e ora, per esempio, quella della moschea». Ma quello che davvero preoccupa l'esponente di Forza Italia è che mentre Sestri si continua a dimostrare fortemente rossa, a Cornigliano, dove ci sono meno elettori, qualcosa incomincia a cambiare. «Grazie alle molte iniziative dei partiti della Casa della Libertà, in alcuni collegi si è arrivati quasi al sorpasso, ma dobbiamo sempre sottostare ai risultati di Sestri». E dal terrore dell'immobilismo politico, nasce l'idea della scisione. «Anche per dare una speranza a tutti quei cittadini del centrodestra che non sono andati a votare certi della disfatta di “Sestrigrado”» aggiunge lo scissionista. C'è chi diceva «non morirò democristiano», e Luciano Silighini Garagnani sembra altrettanto sicuro: «Non morirò in un municipio comunista». Forse. Magari soltanto democratico.