Il presidente Di Palma, l’unico «verde» che non crede nella raccolta differenziata

Da 13 anni gli ecologisti guidano la Provincia che destina all’ambiente solo il 3% dei fondi

da Napoli

Per capire quanto tenga all'ambiente il Verde presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma (l'unica in Italia ad essere retta dai seguaci di Alfonso Pecoraro Scanio), è sufficiente andare a rileggersi una interrogazione presentata a novembre dello scorso anno, dal consigliere di An, Luigi Rispoli. In soldoni, l'esponente dell'opposizione faceva notare a Dino ed alla sua amministrazione che, le 85 scuole superiori, amministrate dalla Provincia, erano ancora dotate di impianti termici alimentati a gasolio, «obsoleti e inquinanti».
Presidi, docenti, bidelli e studenti, meritavano qualcosa di meglio, «bisognava avviare una riconversione a metano, per evitare che fossero immesse nell'aria ogni giorno, migliaia di tonnellate di azoto», disse poi in consiglio Rispoli. Un impianto a metano, ad esempio, dà una mano facendo risparmiare denaro pubblico e inquinamento ambientale. La richiesta dell'opposizione fu più ampia: «Chiesi anche che gli impianti presenti nelle scuole, si dotassero di certificazione energetica (che rilascia l'Arpac), che attesti che le emissioni siano a norma, con le linee guida nazionali». Ma, né l'interrogazione, né l'intervento in consiglio provinciale, hanno provocato un cambiamento nelle scuole di competenza della Provincia.
Di Palma ha esordito da presidente della Provincia nel 2004 ma, precedentemente, era stato sub commissario, lautamente retribuito al Commissariato per l’emergenza sottosuolo di Napoli, su nomina di Rosa Russo Iervolino, al suo primo mandato da sindaco di Napoli e, prima ancora, assessore comunale all'Ambiente, quando il primo cittadino era Antonio Bassolino.
Proprio l'imputato presidente della Regione Campania, quando si trattò di decidere a chi affidare la Provincia, dette la sua benedizione a Di Palma, successore di un altro Verde, poi scaricato da Alfonso Pecoraro Scanio: il professor Amato Lamberti. Di Amato, un suo ex compagno di coalizione, disse: «Non ci sono iniziative, che verranno ricordate nel tempo».
Nel Paese degli sperperi la Provincia di Napoli, certamente non è da meno, Di Palma e i suoi Verdi e la giunta provinciale, nel Bilancio di previsione per l'anno 2005, stanziarono il 3 per 100 delle risorse disponibili a favore dell'ambiente. Nel 2006, se possibile, è andata ancora peggio: i campioni dell'ecologismo hanno stanziato una cifra che rappresenta, euro più euro meno, un quarto dei fondi stanziati per la disponibilità dal presidente. Altre cifre, snocciolate da Rispoli, riguardano la raccolta differenziata. «La Provincia aveva stanziato in sede di bilancio di previsione a maggio del 2007, solo 150mila euro per sostenere la raccolta differenziata nei 91 comuni della Provincia. Una miseria, meno di duemila euro a comune. A novembre, dopo una battaglia in consiglio, quella somma fu integrata con un altro milione e 230mila euro».
carmine.spadafora@libero.it