Il presidente Penati «dà i numeri» sulla sicurezza

La Provincia che dice «no» agli stati generali sulla sicurezza, boccia pure gli emendamenti pro-sicurezza della Cdl al bilancio 2007. Nessuna sorpresa: è sempre quella stessa Provincia che «alla manifestazione pro-sicurezza voluta dai milanesi ha preferito ritagliarsi una seratina in quel di Cuba» osserva Bruno Dapei.
Nota del capogruppo provinciale di Forza Italia che però Filippo Penati smentisce: «Investiamo sei milioni e 500mila euro per la sicurezza, aumentiamo del 15 per cento i fondi destinati alla prevenzione rispetto al 2006 e impieghiamo qualcosa come 425 uomini per controllare e pattugliare anche di notte le città».
Virgolettato da applausi se non ci fosse però un dettaglio stonato: «Penati da Cuba è tornato scottato, ha preso troppo sole e si è dimenticato che in quei sei milioni e più di euro sono compresi stipendi ed emolumenti della polizia provinciale, che l’aumento del 15 per cento è frutto esclusivamente dell’apporto economico della Regione che implementa le sue spese per la sicurezza e, sorpresina finale, che i 425 uomini a disposizione comprendono tutti i ghisa del territorio provinciale, Milano esclusa». Come dire: il progetto sicurezza messo a punto da Penati and company è davvero «risibile, come già notato su altri impegni: ad esempio dal ministro Antonio Di Pietro sul fronte delle infrastrutture» aggiunge Dapei.
Ma Penati - sole di Cuba a parte - dati i numeri, si lancia nelle valutazioni: «Fiaccolata anti-criminalità? Sul palco c’era solo la Cdl, non c’erano i cittadini», «Manifestazione che divide: è una ferita, una frattura da rimarginare con l’impegno della Provincia e allargando la visione a tutta l’area metropolitana». Tentativo, quest’ultimo, di «integrare l’accordo per la sicurezza su tutta l’area metropolitana, poiché lasciare fuori i Comuni significa rendere inefficace il piano». Commento di Ignazio La Russa: «Penati polemizza a parole ma sul campo diserta». «Come sempre», aggiunge l’opposizione di Palazzo Isimbardi.