Il presidente Preziosi a processo il 6 giugno per falso in bilancio

Nuovi guai giudiziari per Enrico Preziosi. Il presidente del Genoa, alle 15 di ieri è stato rinviato a giudizio dal giudice Lucia Vignale per falso in bilancio e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti di compravendita di giocatori e di diritti, assieme a Giovanni Blondet, direttore generale della società rossoblu nella stagione 2003 - 2004. Il processo si terrà il 6 giugno prossimo dinanzi alla sezione del tribunale presieduta dal giudice Massimo Todella. Sul banco degli imputati siederanno anche Giorgio Lugaresi e Gabriele Valentini, rispettivamente presidente e segretario generale del Cesena, nonchè Franco Soldati e Pierpaolo Marino presidente e ex direttore generale dell’Udinese Calcio. I dirigenti genoani sono difesi dagli avvocati Andrea Vernazza e Maurizio Mascia (Preziosi) e Sandro Vaccaro (Blondet), i responsabili delle altre due squadre dai legali Grassani, Conti e Scalettari.
Anche per il Genoa, coinvolto nel doping amministrativo, così come era accaduto per la Sampdoria, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio del Genoa Cricket Football Club (difensore, avvocato Romano Raimondo), in base al decreto legislativo del 2001, per cui, in caso di condanna degli amministratori, la società rischia una pena pecuniaria tra 25.800 e 232.350 euro, calcolata sulla base di quote, come prevede la norma.
Il giudice ha sostanzialmente accolto le richieste degli inquirenti (l’inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Massimo Terrile con il coordinamento del procuratore aggiunto Franco Cozzi), secondo i quali sarebbe avvenuto che nel bilancio del Genoa del 2003 c’è stato un intreccio fittizio di fatture per la compravendita di giocatori e di diritti con il Cesena (lo stesso è accaduto nel 2004 con l’Udinese), con conseguente azzeramento dell’Iva. Qualche esempio. Il 30 giugno 2003 il Genoa cedeva al Cesena per 2.500.000 euro il diritto di avvalersi delle prestazioni del calciatore Federico Ferrando. Contestualmente il Cesena cedeva al Genoa per un importo uguale (2.500.000 euro) il diritto di avvalersi ddelle prestazioni di Marcello Cacace. Entrambi i giocatori venivano lasciati in prestito gratuito alla rispettive società. In tal modo si evitava il pagamento dell’Iva. Lo stesso meccanismo di cessioni incrociate di giocatori gli inquirenti avrebbero riscontrato nei rapporti tra Genoa e Udinese per quanto riguarda i giocatori Valon Behrami, Rodriguez Boisfer e Vittorio Micolucci. Secondo l’accusa, i corrispettivi ottenuti dal Genoa per i «calciatori incrociati» sarebbero stati gonfiati. Il caso più eclatante è quello di Vittorio Micolucci valutato nel gennaio 2004 14 milioni di euro in compartecipazione, poi risolta a 1,8 milioni di euro. Per il 2003 il bilancio del Genova sarebbe stato incrementato in maniera fittizia di 4 milioni e mezzo di euro.