Presidenziali Usa, Hillary è furiosa: Hollywood ha scelto Obama

Da Murphy a Clooney fino alla Aniston, tutti i divi del cinema alla cena di Spielberg per finanziare il senatore nero dell’Illinois

Washington - È stata la cena dei lunghi coltelli. E anche qualcosa di più: il segnale che una guerra civile è scoppiata nel Partito democratico Usa e non è più confinata alle manovre di corridoio. Una guerra con molti risvolti (bianco contro colore, femmina contro maschio, «liberale» contro opportunista) e con molti veleni. Vittima e parte lesa una esperta di benefici decotti, Hillary Clinton; anzi, ex Clinton, almeno per quanto riguarda la campagna elettorale: il sito della candidatura ha infatti da ieri «epurato» il cognome e ora c’è scritto solo Hillary. E beneficiario, almeno per il momento, il suo sfidante fino a ieri improbabile, Barack Obama.
Teatro e insieme occasione dello scontro Hollywood, il primo «cenone» elettorale per la gara alla Casa Bianca per il novembre 2008. A dirla così sembra una data un po’ lontana, ma quello che conta per il momento sono le primarie che cominciano l’inverno prossimo e in cui, grossa novità, la California, che ha anticipato tutte le sue date, diventerà probabilmente lo Stato decisivo.
Per i democratici la California è una banca generosa, non soltanto in voti (il più popoloso tra gli Stati dell’Unione) ma anche e forse soprattutto in finanziamenti. Solo New York le tiene testa per quanto riguarda le somme donate ai candidati: quando era in maggioranza repubblicana, la California «creò» Nixon e Reagan; adesso che è diventata democratica può fare o disfare, incoronare o distruggere gli aspiranti alla Casa Bianca.
Il segnale, politico e finanziario, viene da quel cenone: Hillary se ne attendeva un sostanzioso appoggio, anche perché il suo organizzatore, l’impresario discografico David Geffen, era un grande amico di casa Clinton (aveva aiutato Bill a raccogliere 18 milioni). Invece stavolta mister Geffen, consigliere finanziario di Obama, ha organizzato la festa e ha battuto cassa per il senatore nero. Un milione e 300mila dollari, che sarebbero parecchi per Hillary ma sono una manna per il suo sfidante.
Alla serata, organizzata da Geffen con i soci della Dreamworks, Steven Spielberg e Jeffrey Katzenberg, hanno partecipato molte star di Hollywood, da Eddy Murphy a George Clooney, da Jennifer Aniston a Morgan Freeman, da Barbra Streisand al regista Ron Howards. Un clan che in passato, compresa la Dreamworks, si era schierato compatto con i Clinton. L’ex first lady ha accusato il colpo e reagito come c’era da attendersi dal suo caratterino: senza risparmiare sulle parole, soprattutto con i sinonimi di «tradimento». E Hollywood mette in guardia Obama. «Spero proprio che possa reggere all’assalto delle truppe Clinton», ha detto Geffen. Lo spero perché quella macchina può essere molto spiacevole ed efficace».