Il presidio democratico «vieta» il congresso ad Alternativa sociale

(...) del movimento di destra che ha annunciato la confluenza nel Pdl s’era già persa traccia. Loro, gli aderenti ad «Azione sociale», avevano già fatto quello che dovevano fare: l’elezione del giudice Mario Sossi a coordinatore regionale, l’esame dello scenario politico locale e nazionale, le prospettive verso il partito unico. Tutto con l’avallo, ma solo a distanza, della leader Alessandra Mussolini, trattenuta ufficialmente a Roma «da urgenti e improrogabili impegni istituzionali». Allo stesso modo erano stati trattenuti altrove i rappresentanti degli altri partiti del centrodestra di cui «Azione sociale» nei giorni scorsi aveva annunciato l’intervento: l’onorevole Michele Scandroglio, il senatore Franco Orsi ed Enrico Nan (Forza Italia), Sergio Cattozzo (Partito Popolare Europeo) e Angelo Riccobaldi (Forza nuova). Presente, invece, Gianfranco Gadolla (An) anche a nome dell’onorevole Eugenio Minasso. Troppe assenze, dunque, per passare inosservate e non far pensare a un «successo» della contestazione che sarebbe riuscita così a compromettere l’esito della riunione e a indurre alcuni degli eventuali partecipanti ad evitare il confronto per motivi di sicurezza. In ogni caso, a presidiare la sede dell’incontro erano convenuti alcuni agenti di polizia che però, visto il tranquillo svolgimento dei lavori, si sono limitati a osservare senza minimamente interferire.
Unanime il consenso a favore di Sossi che ha annunciato subito la convocazione di un vertice del partito per metà ottobre. Richiesto poi di un commento alla recente presa di posizione di Gianfranco Fini su fascismo e antifascismo, il magistrato - già candidato di An a sindaco di Genova - precisa al Giornale: «Non replico a una carica istituzionale. Voglio dire invece che occorre avere sempre senso dello Stato. I regimi che si sono susseguiti nella Storia devono essere valutati come ci insegna Giambattista Vico. Vogliamo parlarne? - aggiunge Sossi - E allora facciamolo dicendo il bene e il male, tenendo presente che nessuno fa tutto bene e tutto male. In guerra, tutte le nazioni violano impunemente le convenzioni di diritto umanitario, lo so bene io che milito nella Croce rossa. In ogni caso - conclude il giudice rapito dalle Br - la Resistenza va rispettata, ma anche quella bianca, quella di uomini come la Medaglia d’oro Edgardo Sogno. E soprattutto dobbiamo ricordarci che la Storia va studiata, bisogna conoscerla bene, prima di parlarne».