Preso in Austria il killer della gioielliera

La vittima colpita con una quindicina di coltellate. Ma solo una è stata letale

Teresa Di Maio

da Terracina (Latina)

È durata 48 ore le fuga degli assassini di Piera Sari, l'anziana commerciante trovata uccisa venerdì mattina nella sua gioielleria del centro storico di Terracina. La fuga di Ovidiu Daniel Tanese, 26 anni, è terminata la scorsa notte in Austria. Il giovane, che in base a una prima ricostruzione sarebbe stato l'autore materiale del delitto, è stato bloccato su un pullman di linea, diretto in Romania, ad Anhalt Estelle, nei pressi di Vienna.
Oltre alla madre c'era anche una ragazza che dovrebbe essere la sua fidanzata, fuggita dall'Italia con lui. Quest'ultima viveva a Terracina, sbarcando il lunario come badante presso un'anziana signora inferma.
Il giorno prima della fuga, pianificata al dettaglio, la donna aveva richiesto la liquidazione, una somma che le serviva per il viaggio. Lo zio, Jon Apetroaei, 42 anni, aveva, invece, preso una diversa via di fuga. Lui è stato fermato quasi contemporaneamente, a bordo di un furgone a Bors, ai confini tra Romania e Ungheria. Con sé aveva il bottino della rapina: 20mila euro e insieme a lui viaggiava anche il padre del ragazzo che avrebbe atteso alla frontiera italiana i fuggitivi che poi si erano divisi.
Al momento, i due rapinatori sono in stato di fermo mentre si attende per l’estradizione che arrivino alle autorità locali i provvedimenti di arresto dall'Italia.
Terminata la caccia, ora resta da ricostruire l'esatta dinamica dell'omicidio. Cercando di stabilire, soprattutto, le esatte responsabilità dei due malviventi.
In base ad una prima ricostruzione, il giovane Daniel sarebbe entrato nel negozio da solo, mentre il più anziano faceva da palo seduto al Caffè di fronte. Successivamente è stata ventilata l'ipotesi, al vaglio degli inquirenti, secondo cui anche lo zio avrebbe preso parte all'assassinio. A chiarire i contorni di una vicenda ancora confusa, saranno gli esami del Dna che verranno eseguiti nei laboratori del Racis di Roma. L'unica traccia disponibile è quella rimasta sulla bottiglia di birra ordinata da Ion, poco dopo le 9, nel bar del Duomo. Un punto fermo: la signora Sari è morta sotto i colpi di 14-15 coltellate. Una è stata quella fatale, un fendente che l’ha raggiunta all’addome e che ha interessato l'aorta. A stabilirlo è stata l'autopsia eseguita ieri dal medico legale nell'obitorio del cimitero comunale.
Il referto non lascia scampo ad altre interpretazioni, la donna, che ha cercato disperatamente di sfuggire al suo assassino, è stata uccisa con un'arma da taglio, certamente un coltello non ancora rinvenuto dagli inquirenti.
Nessun altro sopralluogo è seguito a quello in via Arena, dove i due romeni avevano affittato un'abitazione per un paio di mesi, in modo tale da non doversi dichiarare all'autorità. Una multa al proprietario del domicilio, ma nulla di più. I due romeni, infatti, vivevano clandestinamente, già colpiti da un provvedimento di inottemperanza al decreto di espulsione per il quale erano stati arrestati e poi rilasciati. Liberi di tornare a delinquere.
Trincerate dietro una cortina di silenzio le due figlie della vittima, Anna Maria e Silvana. Rinchiuse nella casa di via Anxur, rispondono con voce flebile e garbata, ma secca, a scoraggiare chiunque voglia interferire nella propria sofferenza.
È stata proprio Anna Maria, la figlia che lavorava con Piera, a scoprire la madre riversa a terra in una pozza di sangue. Una tragedia che ha risvegliato antichi dolori. Come quello della perdita del padre, marito di Piera, vittima di un incidente stradale, e del fratello deceduto anni fa. Una famiglia stimata quella dei Sari, gioiellieri per tradizione, da quando, raccontano alcune comari che nel centro di Terracina sono cresciute con Pierina, vendevano in casa, prima di aprire il negozio a forza di risparmi.
L'estremo saluto alla gioielliera, da anni un’istituzione a Terracina, verrà dato questa mattina da don Peppino, alle 9, nella cattedrale di San Cesareo, accanto al negozio ed all'abitazione di Vico Mura di San Paolo, dove la donna viveva.