Preso il boss a 5 stelle: in tasca 24mila euro

da Napoli

Quando i carabinieri sono entrati nel lussuoso ristorante «Xaco», a Platja d'Aro (Spagna), Patrizio Bosti, 49 anni, era seduto a capotavola. «Lei è in arresto», gli ha detto un militare del Comando provinciale di Napoli. Bosti, uno degli ultimi capicamorra in libertà, latitante da cinque anni, ha gettato sul «tavolo» un'ultima disperata carta: un documento con un altro nome. Tentativo inutile: le manette dei carabinieri sono scattate, sotto gli occhi della Guardia Civil spagnola, che ha collaborato all'arresto di questo latitante, inserito nell'elenco dei trenta ricercati più importanti del Ministero dell'Interno.
Il boss non era armato ma in tasca aveva un tesoro: circa 24 mila euro, in bigliettoni da 500. Vabbè che era a capo di una tavola con una quindicina di ospiti, divisi tra napoletani e spagnoli, pronti a consumare ogni ben di Dio che la casa offriva, ma andare in giro con un pacco di soldi cosi «pesante», è roba per pochi.
«Siete stati bravi», ha detto ai carabinieri Bosti, ritenuto dagli investigatori il capo della potente «Alleanza di Secondigliano», il «cartello» che comprende i clan Contini, Licciardi e Mallardo. Essi, dopo gli arresti succedutisi nel corso degli ultimi anni, dei fratelli Licciardi e di Francesco Mallardo e del suo capo, Contini, «’o romano», era toccato a don Patrizio, assumere le redini della cosca, con compiti di espanderla in altre zone di Napoli.
La latitanza di Bosti, come si conviene a un capocamorra del suo livello, era come si dice dorata. Residence a 5 stelle con piscina, arredamenti lussuosi, ristoranti esclusivi e, una potente Audi R8, il gioiello della Casa tedesca, costo: circa 110mila euro. Insomma, l'ex latitante eccellente non si faceva mancare nulla. Ma dal suo rifugio in Costa Brava, Bosti, continuava a dettare ordini alla «Alleanza».
Sui carabinieri del Comando provinciale di Napoli sono piovuti elogi a non finire. Il comandante generale dell'Arma, generale Gianfrancesco Siazzu, si è congratulato con il comandante provinciale di Napoli, generale Gaetano Maruccia, e ha ricordato che «l'arresto di Bosti, segue di pochi giorni quelli di altri due latitanti, Paolo Nirta, elemento apicale del sodalizio criminale Nirta-Strangio dei carabinieri di Locri e Giuseppe Coluccio, esponente della 'ndrangheta reggina, anche lui inserito nell'elenco dei 30 latitanti più ricercati, da parte del Ros».
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha riferito che l'arresto del capocamorra «testimonia ancora una volta l'impegno incessante delle forze dell'ordine nella lotta alla criminalità organizzata e al terrorismo» mentre il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, ha scritto al generale Siazzu di avere «appreso con grandissima soddisfazione la notizia dell'ultima prestigiosa operazione condotta dai carabinieri di Napoli, in stretta collaborazione con le forze di polizia spagnole».

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