Preso a Ladispoli latitante ricercato da tre procure

Sul rapinatore gravano sei ordinanze di custodia cautelare

Ricercato da tre Procure, è stato individuato e arrestato sul litorale romano. Marco Dell’Unto, 33 anni molti dei quali trascorsi in galera, dopo un anno e mezzo di latitanza è stato bloccato ieri in un villino in via California, a Ladispoli. Sull’uomo, rapinatore di professione, il Tribunale di Rieti, quello di Velletri e quello di Latina avevano emesso un totale di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere. I reati contestati dalle tre procure laziali vanno dall’associazione a delinquere alla rapina, dalla ricettazione al furto, fino al porto illegale di armi da fuoco. Come i due revolver calibro 357 magnum, una Smith&Wesson con matricola abrasa e una Colt modello Phyton, nonché una pistola di antiquariato e gli oltre 150 proiettili pronti per essere usati.
Nell’abitazione, presa in affitto sotto falso nome, i carabinieri del nucleo operativo hanno trovato altro materiale giudicato dagli stessi inquirenti «interessante». Decine di chiodi a stella, per esempio, prodotti artigianalmente, da utilizzare in caso d’inseguimento e fuga da una «volante» di polizia o da una «gazzella» dei carabinieri. Oppure, ipotesi tutt’altro che irreale, da usare per bloccare e assaltare un furgone portavalori.
Il bandito, originario di Lariano, in provincia di Roma, da tempo era inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi d’Italia. Fra gli oggetti sequestrati dai militari, oltre a diversi telefoni cellulari e una motocicletta di grossa cilindrata rubata tempo addietro, anche una divisa da maresciallo dell’Arma dei carabinieri completa di mostrine, gradi e di un paio di manette perfettamente funzionanti. Dove è stata prelevata? Soprattutto, a cosa e a chi sarebbe servita?
Sono questi, adesso, gli interrogativi più inquietanti per la magistratura che indaga sulla vita e le malefatte di Dell’Unto, il cui arresto è seguito a un lungo lavoro d’intelligence, intercettazioni, appostamenti e pedinamenti al cardiopalmo. Fra i casi di divise da carabiniere misteriosamente scomparse quello di Ostia nel 1998: sottratte dalla caserma di via dei Fabbri Navali vengono altrettanto misteriosamente ritrovate nella pineta di Castelfusano solo grazie a una «soffiata».
Dopo l’arresto Dell’Unto è stato trasferito nel penitenziario di Valle Aurelia, a Civitavecchia.