Preso mago della truffa Bucarest: liberatelo, è un genio in matematica

Bogdan Ionescu, 22 anni, è stato condannato per un abile raggiro informatico ai danni dei correntisti delle Poste

Como - La tentazione di fare un po’ di razzismo -ma così, un po’ da bar sport - obiettivamente è forte. Essendo il ladro di cui qui si parla di nazionalità romena viene infatti da dire: e ti pareva! Ma un romeno che ruba, in fondo che notizia è? Diverso, effettivamente, è il discorso quando il romeno della situazione, oltre che ladro, è anche un campione d’intelligenza. Uno che l’anno scorso ha vinto le Olimpiadi di matematica; che si fregia del titolo di campione dei Balcani di matematica e informatica e che ai corsi di laurea ai quali è iscritto a Bucarest risulta primo assoluto.

Uno così, con un po’ di pazienza, e a corsi finiti, avrebbe potuto emigrare in America e fare soldi a palate, o restare in Europa, perfino nel suo Paese, e mettere in piedi una fabbrica di denaro manovrando semplicemente la sua intelligenza e i doni che madre natura gli ha elargito. E invece che ti fa Bogdan Gabriel Ionescu? Ti mette in piedi una gabola informatica per fottere i soldi ai pensionati delle Poste italiane. Ci rimedia la miseria di 5 mila euro e una ricca condanna, già passata in giudicato, a tre anni e un mese di cella. Dunque non solo ladro e genio. Maanche una specie di principe dei fessi. Un fesso col botto.

Bogdan ha 22 anni, e da qualche settimana è ospite nel carcere del Bassone, a Como. Lo hanno arrestato a Craiova, in Oltenia (la regione di cui era originario l’ex dittatore Nicolae Ceausescu) in base a un mandato di cattura internazionale. Ma dopo averlo consegnato i romeni devono essersi dati una gran manata sulla fronte. Fesso Bogdan; ma fessi anche noi, si saranno detti a Bucarest quando si sono accorti di che pepita disponeva il Paese e con quanta dabbenaggine vi stava rinunciando solo per compiacere le autorità e l’opinione pubblica italiane, piuttosto imbizzarrite ultimamente quando si tocca l’argomento rom e assimilati. Insomma: com’è come non è, la Romania sta ora facendo carte false per fare uscire Bogdan, il genio della matematica, dal carcere. Un compito impervio al quale si sta dedicando il console romeno a Milano, Dinu Tiberius Mugurel, che ha incaricato della faccenda l’avvocato comasco Piarpaolo Livio. Bogdan, hanno stabilito a Bucarest, sarà anche un mariuolo, ma è soprattutto un irrinunciabile patrimonio nazionale. Figlio di un ingegnere che lavora al ministero degli Interni a Bucarest, Bogdan era stato beccato l’anno scorso con alcuni componenti di una banda di suoi connazionali specializzati in quello che i tecnici chiamano phishing. Trafficando su Internet, la banda aveva spedito qualche decina di migliaia di mail ad altrettanti correntisti di Poste italiane. E quelli che avevano abboccato, fornendo i loro dati al sito che in tutto e per tutto somigliava a quello delle Poste, si erano visti alleggerire i loro risparmi. La truffa, che alla banda avrebbe fruttato sui 200 mila euro, ruotava intorno a un meccanismo semplice. I dati dei correntisti ingannati via internet venivano caricati su un certo numero di carte di credito prepagate grazie a un correntista correo che aveva una carta effettivamente rilasciata dalle Poste. Unico limite alla truffa, il quantitativo giornaliero prelevabile da ogni conto: 500 euro. Limite che la banda aggirava facendo avanti e indietro con i casinò di Campione e di Saint Vincent, dove il plafond del credito è invece di 3 mila euro.

Bogdan, fesso geniale, giura di avere visto solo 5 mila di quei 200 mila euro, anche se il patto col resto della banda prevedeva che lo pagassero a percentuale. Che fare, con un tipo del genere? Riportarselo a casa per «rieducarlo », dicono le autorità romene. Venire a capo del busillis, avendo Bogdan ammesso di aver confezionato lui il portale pirata, non sarà facile. Il suo avvocato medita di invocare la grazia dal capo dello Stato o, in alternativa, di impetrare una soluzione alternativa alla detenzione. Un affidamento in prova, è la proposta dell’avvocato Livio, a un romeno, titolare di un’azienda di informatica. In fondo, dice, Bogdan è un ragazzo.