Preso il pedofilo, la folla tenta di linciarlo

NapoliLo stupratore di Dario è stato arrestato. È un operaio fognario del Comune di Napoli, Pasquale Modestino, 53 anni: tre anni fa era stato denunciato con l’accusa di aver abusato di una bambina, che all’epoca aveva 6 anni ma, per questa vicenda, non è mai finito sotto processo. Trenta ore dopo le botte e le sevizie a Dario, 12 anni, studente di seconda media, l’orco era gia in Questura, negli uffici della Sezione minori. Ma, dietro l’attenta attività di intelligence svolta dai poliziotti, c’e’ il coraggio di questo bambino, che nonostante il forte choc per la barbarie subita, con grande lucidità, ha messo subito gli investigatori sulla pista giusta. «Mi ha bloccato chiedendomi se fossi l’amico di Pasquale, uno dei miei compagni di giochi», ha raccontato il bambino. Poi, ha fornito l’identikit della belva, ricordando le fasi dell’adescamento, lo scippo dell’orologio che portava al polso. E la violenza, con un manico di scopa, (recuperato dagli agenti e sporco di sangue) consumata in un sottopasso situato vicino a Piazza Carlo terzo, nel centro di Napoli, a poche centinaia di metri dalla Stazione Centrale.
Gli investigatori sono risaliti così all’identità di Pasquale, 8 anni, hanno controllato scoprendo che la nonna era la convivente di Modestino. Poi, hanno scartabellato tra i fascicoli dei pedofili o dei sospettati di violenze su minori, che vivono all’Arenaccia, il quartiere dove Dario è stato violentato ed è apparsa la foto dell’operaio. La foto segnaletica è stata mostrata al bambino che subito ha detto sì. Poco dopo, il mostro si è ritrovato in manette.
Dario dopo due giorni all’ospedale pediatrico Santobono, dove i medici gli hanno curato le ferite, tra cui quella all’orecchio destro, conseguenza delle botte subite, ieri è stato dimesso. Mentre il suo aguzzino lasciava la Questura per essere condotto nel carcere di Poggioreale. Ad attenderlo, in via Diaz, protetto dalla polizia, ha trovato una folla di circa duecento persone inferocite, che a tutti i costi avrebbero voluto fare giustizia: gli agenti hanno faticato per trattenere uomini e donne, giovani e anziani, pronti al linciaggio. In manette è stato scaraventato in una «pantera» che è partita sgommando.
«Siamo soddisfatti per avere catturato questo mostro. Ha fatto tanto male a questo bambino. Avrei dato qualunque cosa - dice il questore Puglisi - per essere, lì, in quel momento. Purtroppo non c’ero. Purtroppo non c’erano i miei uomini. Definire questo personaggio un essere umano è esagerato, perché di umano non ha niente. Siamo convinti che questa persona per un lungo periodo non potrà più fare del male».
Dalla terribile disavventura di questo ragazzino sta, però, adesso emergendo uno spaccato fatto di degrado umano e ambientale ancor più ampio. Il padre di Pasquale, l’amichetto di Dario è infatti, pure lui, indagato per abusi sessuali. E la parola fine sugli orchi dell’Arenaccia sembra ancora lontana.