Preso per rissa: c’è un cadavere nella sua casa

Forse suicida la donna che conviveva col 36enne arrestato dopo una lite

Scatena una rissa in un bar, i carabinieri lo arrestano, vanno a casa sua per una perquisizione e lì ritrovano il cadavere di una donna. È successo nella notte tra venerdì e sabato a Scandriglia, nel reatino, dove il 36enne Fabio Palocci era stato arrestato dai militari all’interno del bar Moderno per aver scatenato una lite nel locale, aver minacciato alcune persone con un fondo di bottiglia rotta ed essersi alla fine scagliato anche contro i carabinieri, intervenuti dopo una chiamata al 112. All’interno della caserma l’uomo aveva insistito nelle intemperanze, aggredendo ancora i militari con calci e pugni e procurando a uno di loro lesioni guaribili in tre giorni, prima di essere trasportato nel carcere di Santa Scolastica a Rieti.
E qualche ora più tardi, mentre la Polizia giudiziaria stava compiendo alcuni accertamenti presso la casa di Palocci, nella stanza da letto dell’uomo è stato ritrovato il corpo senza vita della convivente, la 37enne romana Nadia Stecconi. L’intervento del medico necroscopo ha permesso di attribuire la morte della donna a un arresto cardio-respiratorio, dovuto probabilmente a un sovradosaggio di psicofarmaci. All’interno dell’abitazione, in base a quanto comunicato dai carabinieri di Rieti, sono state inoltre rinvenute e poste sotto sequestro 27 pasticche da 2 milligrammi di Rivodril, un ansiolitico. La salma è stata trasportata presso l’obitorio dell’ospedale di Rieti, mentre proseguono le indagini per determinare l’esatta dinamica del decesso.