Preso Strangio, «narcos» della ’ndrangheta

Milano. È stato arrestato in Olanda, dai poliziotti milanesi della squadra mobile, Sebastiano Strangio, superlatitante trentacinquenne (compie gli anni oggi) esponente di spicco di una delle più potenti cosche della 'ndrangheta. Sulla sua testa pendevano tre provvedimenti restrittivi per associazione a delinquere e traffico internazionale di cocaina. Sebastiano Strangio, insieme al fratello Francesco, ancora latitante, avrebbe gestito una centrale di smistamento di cocaina in Olanda. Con i proventi del traffico, le 'ndrine erano riuscite a mettere le mani, acquistandolo, su un intero quartiere di Bruxelles, in Belgio. Dall'indagine, diretta dal magistrato della procura di Reggio Calabria, Francesco Mollace, emerse che Sebastiano Strangio e il fratello Francesco, non solo avrebbero gestito la centrale di smistamento, ma grazie ai loro rapporti con i capi dei cartelli colombiani, erano capaci di fare arrivare enormi quantitativi di cocaina che venivano poi smistati in Calabria soprattutto a bordo di camion condotti da persone legate da rapporti di parentela ai capi calabresi dell'organizzazione o, comunque, con stretti vincoli di amicizia.
A Strangio, ricercato dal ’99, i poliziotti guidati da Vittorio Rizzi sono arrivati seguendo un altro suo fratello, Antonio. «Era da alcuni mesi che stavamo pedinandolo - hanno spiegato gli investigatori -, convinti che potesse condurci a Sebastiano. Quando ieri (giovedì, ndr) dopo tanti giri, come se volesse essere sicuro che nessuno lo seguiva, si è imbarcato sul volo Milano-Amsterdam fornendo false generalità, abbiamo subito pensato che stesse per incontrarsi con Sebastiano. E scattato così un pedinamento in collaborazione con i colleghi della polizia olandese, che ha portato poi all'arresto». Antonio Strangio si è incontrato con una donna. Poi insieme sono entrati in un quartiere di villette, da dove sono usciti poco dopo in compagnia di un altro uomo. Era Sebastiano.