Preso stupratore seriale, drogava drink alle vittime

Magazziniere di 44 anni arrestato dalla polizia. Conosceva le donne grazie agli annunci, le invitava a casa sua e, dopo averle stordite, le violentava. La prima aggressione risale al 2000. Era in libertà per l'indulto

Milano - Le conosceva grazie agli annunci sulle bacheche di incontri e le portava a casa sua. Oppure aspettava che suonassero alla porta per vendere o chiede qualcosa. Cambiava la sua identità: si presentava come poliziotto o carabiniere oppure com eun anziano bisognoso di cure. Le tranquillizzava. Offriva loro da bere. Ma nei bicchieri inseriva sempre un quantitativo di droga che stordiva la vittima. Che, completamente in balia dell'aggressore, non offriva resistenza alla violenza sessuale. La polizia ha arrestato Daniele Scardetta, un magazziniere di 44 anni con l’accusa di aver violentato diverse donne utilizzando questa tecnica: un violentatore seriale, lo definiscono gli inquirenti. L’arrestato era in libertà grazie all’indulto del 2006. Le aggressioni sarebbero cominciate nel 2000.

L'arresto È stato arrestato dopo aver commesso una violenza sessuale ai danni di una donna di origine ecuadoriana, ma è ritenuto responsabile di almeno altri quattro stupri. Gli uomini della squadra mobile lo hanno arrestato ieri in un’abitazione dell’hinterland, a Cinisello Balsamo dopo aver accertato lo stupro di una 50enne ecuadoriana. Stupro messo a segno il 15 marzo scorso dopo aver drogato il caffè della vittima. È bastato aggiungere un po' di polvere nel caffé  per soggiogare la vittima. La polvere utilizzata è derivante dal principio del benzodiazepine, comune nei tranquillanti.

Altre violenze Secondo Francesco Messina, capo della mobile di Milano, è "fondatissimo il sospetto che oltre alle violenze per cui è indagato ne abbia messe a segno altre". Non sempre utilizzava la stessa tecnica. Dal fingersi appartenente alle forze dell’ordine ad approfittare di testomoni di Geova che bussavano alla sua porta o ancora la risposta a semplici annunci. Nella violenza ai danni dell’ecuadoriana, infatti, aveva risposto ad un’offerta di lavoro fingendosi gravemente ammalato e chiedendo l’aiuto di una badante. Dopo mesi di indagini per l’ex magazziniere ora disoccupato sono scattate le manette. Secondo gli investigatori dal 2000 al 2003 avrebbe commesso alcuni stupri prima di finire in carcere. Poi, di nuovo in libertà avrebbe ripreso a fare nuove vittime.