Preso a Venezia terrorista di Al Qaida organizzava attentati suicidi in Irak

«Se Allah ci aiuta cambieremo le sorti della guerra» con la nuova arma degli aerei ultraleggeri di fabbricazione italiana, zeppi di tritolo, pilotati da kamikaze su obiettivi americani in Irak. Lo diceva al telefono con i suoi adepti nel triangolo sunnita, Hussien Saber Fadhil, membro del partito Baath al potere ai tempi di Saddam, che tirava le fila dall’Italia di un gruppo terrorista vicino ad Al Qaida e coinvolto in rapimenti e attentati in Irak.
I carabinieri hanno arrestato l’iracheno all’aeroporto Marco Polo di Venezia mentre stava partendo verso la Siria per una riunione con altri terroristi. Sposato, 45 anni, molti dei quali vissuti a Padova, gestiva una rivendita di pizza e kebab nel capoluogo veneto e a Marghera dove si spostava con un camioncino-chiosco di panini e bibite. Gli affari andavano bene e con un parte degli introiti finanziava le attività terroriste del suo gruppo in Irak.
I carabinieri del Raggruppamento operazioni speciali (Ros) lo hanno fermato mentre stava per imbarcarsi a Venezia su un aereo diretto a Bucarest, da dove avrebbe raggiunto Damasco. In Siria lo attendevano altri esponenti del gruppo, vicino ad Al Qaida, per pianificare nuovi attacchi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata richiesta della Procura distrettuale antimafia, per associazione con finalità di terrorismo internazionale. I carabinieri hanno intercettato le telefonate e i messaggi di posta elettronica diretti in Irak attraverso i quali inneggiava alla guerra santa contro le truppe straniere. I suoi uomini operano nel triangolo sunnita e al telefono lo chiamano «colonnello», segno di un passato militare.
Con la scusa di interessi commerciali, aveva preso contatti con alcune ditte italiane che producono aerei ultraleggeri proponendo addirittura l’apertura di una filiale nel Golfo Persico. Il piano dell’uomo di Al Qaida era di acquistare un certo numero di ultraleggeri per caricarli di esplosivo e farli pilotare da un kamikaze che si sarebbe schiantato sull’obiettivo prescelto. Gli ultraleggeri sono «velivoli particolarmente maneggevoli, in grado di trasportare carichi fino a 250 chilogrammi e capaci di volare a bassissima quota in modo da sfuggire alla sorveglianza dei radar, adatti quindi a superare ogni difesa delle aree e dei siti a maggiore rischio, come la cosiddetta “zona verde” a Bagdad o le grandi basi militari», hanno scritto gli uomini del Ros.
Fadhil aveva anche acquisito i rudimenti di tecniche di pilotaggio per istruire gli altri membri del gruppo, che avrebbero dovuto compiere in Irak una serie di azioni devastanti utilizzando questi piccoli aerei come bombe volanti. Nell’87 i palestinesi riuscirono con un deltaplano a planare in una base israeliana e recentemente nello Sri lanka le Tigri Tamil sono riuscite ad assemblare piccoli aerei che hanno bombardato Colombo, la capitale.
Il gruppo di Fadhil fa parte dell’Emirato islamico dell’Irak, la galassia fondamentalista degli insorti alla quale aderisce anche Al Qaida. Diversi ex ufficiali di Saddam hanno subìto questa deriva religiosa radicale, ma l’aspetto curioso è che dell’iracheno di Padova si ha traccia in Italia a cominciare dalla fine degli anni Ottanta. Poi sparisce per la prima guerra del Golfo e rientra nel nostro Paese negli anni Novanta continuando ad andare e venire.
«Quel cane di Abu Rischa», diceva al telefono con i suoi in Irak poco tempo fa, quando lo sceicco sunnita che aveva fondato il «Consiglio di salvezza» anti-Al Qaida nella provincia di Al Anbar è stato fatto fuori. Un altro aspetto inquietante è che Fadhil avesse ricevuto informazioni dall’Irak, in maggio, sulla sorte di un gruppo di soldati americani rapiti e uccisi, prima che fossero resi noti i soliti truculenti video su Internet. Nelle comunicazioni con i suoi uomini era evidente l’odio nei confronti degli sciiti e le minacce di altri stragi. Il gruppo è riuscito a scambiarsi informazioni sul pilotaggio degli ultraleggeri sperando di poterli utilizzare il prima possibile. Fadhil si augurava: «Che Allah ci aiuti a portare felicità a ogni orfano», vittima delle guerra in Irak con la nuova ondata di attacchi suicidi dall’aria.