Pressing azzurro sulla Moratti: dica se corre

Borghini: «Letizia ha i numeri per essere un grande sindaco per la grande Milano del dopo Albertini»

Sabrina Cottone

«Milano ha bisogno di un sindaco politico». E ancora: «Letizia Moratti decida presto se e come vuole candidarsi». È inevitabile che la corsa a Palazzo Marino sia tra i temi caldi del convegno su «Socialisti riformisti a confronto, un impegno per la città del futuro», organizzato al Palazzo delle Stelline dalla coordinatrice regionale di Forza Italia, Mariastella Gelmini. Il pressing sul ministro dell’Istruzione arriva da più parti e a spingere ad alta voce sono soprattutto Francesco Colucci, Giampiero Borghini e Tiziana Maiolo.
Il nome della Moratti ricorre anche all’hotel Michelangelo, al congresso provinciale dell’Udc guidato dal commissario Bruno Tabacci. «Il metodo usato per la scelta del candidato sindaco mi pare incerto - dice Tabacci -. Letizia Moratti è il miglior ministro del governo Berlusconi, ma è una cosa diversa dal guidare una campagna elettorale». Tabacci attacca anche le scelte romanocentriche: «Non si possono trasporre qui gli scontri politici tra i due schieramenti. Serve un candidato che vada oltre».
«Sollecitiamo una risposta della Moratti» dice Colucci, convinto che sia necessario risvegliare prima possibile l’interesse dei molti che negli ultimi tempi hanno scelto di non andare a votare: «Quello dell’astensione è il maggior partito». Tiziana Maiolo si offre per la campagna elettorale: «La Moratti ci dica che vuole venire nelle periferie con noi». Anche Gianpiero Borghini, assessore alla Casa ed ex sindaco di Milano, invita la Moratti a decidere in fretta: «È arrivato il momento di scendere in campo e dimostrare a Milano che vorrebbe fare questa cosa». Borghini è convinto che il ministro abbia tutte le carte in regole: «Ha i numeri per essere un grande sindaco per la grande Milano. Ha un nome importante e rappresenta ceti e ambienti che potrebbero essere tentati dal non voto». Non solo, l’assessore vede un valore aggiunto che è la vicinanza agli ambienti del non profit: «Ha un appeal forte e influente sul mondo del volontariato, che a Milano è influente e importante. Lei sa parlare a quel mondo».
Il desiderio che emerge è di avere un sindaco politico. «La Moratti si metta alla testa di Forza Italia» dice Maiolo. «I nove anni di giunta Albertini hanno rappresentato un modello positivo che ha esaurito la sua parabola. Ora serve una scelta di discontinuità che ci consenta di tornare a fare politica» sostiene Stefano Pillitteri. Così come fa Borghini: «La città è in crisi di identità. Albertini è stato l’ultimo sindaco di Milano, il suo successore sarà il primo sindaco della grande Milano». Tabacci va nella medesima direzione: «Milano deve riportarsi alla cifra dei grandi amministratori politici. Ho rispetto per i sindaci del fare ma servono anche sindaci del pensare. Ho in mente personalità come quella di Carlo Tognoli».
La lista Moratti, tema già discusso durante l’ultimo vertice cittadino di Forza Italia, non raccoglie grandi entusiasmi. «Decidano le autonomie locali» dice al convegno sul riformismo Fabrizio Cicchitto, vice-coordinatore nazionale di Forza Italia. E spiega: «È di competenza delle forze politiche locali in un confronto con la Moratti studiare tutto il problema complesso di forze che devono appoggiare la sua candidatura. Non sarò certo io a sciogliere questo nodo, ma sono sicuro che diventerà sindaco». Prende tempo anche la coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini: «Non sono pregiudizialmente contraria ma credo che si debba dimostrare la necessità di una lista civica, perché forse potrebbe bastare la presenza di esponenti indipendenti all’interno di Forza Italia». Un’idea sulla quale concorda il capogruppo azzurro, Manfredi Palmeri: «Convegni come questi dimostrano che Forza Italia è ricca e composita e che il riformismo trova ampio spazio». Possibilista anche Borghini: «Una decisione del genere nasce dopo aver valutato se la lista amplierebbe l’area di consensi. Potrebbero trovarvi spazio esponenti di Milano 2006 come Salvatore Carrubba». Il più tranchant è Tabacci: «Una lista Moratti? Se riesce a farla...».