Pressing dei radicali su Veltroni "Perché la Binetti sì e noi no?"

La Bonino rilancia la sua proposta: "L’obiettivo della sinistra riformista deve essere quello di creare una nuova
coalizione che comprenda
anche i radicali"

Roma - Fassino l'ha invitata ad aderire al Partito democratico, lasciando a casa Pannella. Lei ha risposto a muso duro: "Non sono un'accattona". Oggi Emma Bonino ribadisce che, in attesa di un bipartitismo - quello storicamente richiesto dai radicali - l’obiettivo della sinistra riformista deve essere quello di creare una nuova coalizione che comprenda anche i radicali. È questo il senso dell’invito che Emma Bonino rivolge al Pd nell’ambito del dibattito sulle alleanze

"Il problema - osserva il ministro - è uno solo: è quello di decidere finalmente un radicale aggiornamento della coalizione del 2006, separando in modo evidente la funzione conservatrice dello schieramento comunista e dintorni per opporre alla coalizione berlusconiana filo-fondamentalista e corporativista una coalizione effettivamente moderna, nuova, espressione di quel popolo italiano che in questi decenni ha plebiscitato nei referendum la riforma sociale e laica, davvero europea, del nostro Paese".

"A non avere riflessi da struzzo - è il ragionamento di Bonino - la tesi di due organizzazioni partitiche, che da sole si affrontino, è di già nelle cose battuta e superata: a destra si è annunciato il collegamento di coalizione con la Lega Nord e probabilmente con una Lega Sud. A sinistra, invece, non si può perdere ulteriormente tempo. Sarebbe disastrosamente conclusivo". «Noi - avverte - siamo determinati e pronti a ripetere l’iniziativa politico-elettorale del 2006 che come radicali volemmo (con lo strumento della Rosa nel Pugno recentemente rifiutato e ferito dai compagni socialisti che hanno compiuto la scelta dell’unità con la parte socialista non interna alla parte berlusconiana)".

"In realtà - aggiunge citando Confucio - porre il problema mio o di Marco Pannella, o di entrambi, è guardare al dito per meglio ignorare quello che indica: una alternativa integralmente socialista, liberale, laica, federalista e ambientalista che sola può rendere al nostro Paese una adeguata presenza internazionale e una radicale riforma del sistema politico, che manifestamente urge". "Il rifiuto dei radicali - prosegue - espresso ieri da Fassino, è rifiuto del laicismo, del liberalismo e del liberismo storico di Ernesto Rossi, Luigi Einaudi e Gaetano Salvemini; è riconoscere alla senatrice Binetti la funzione e la responsabilità di una radice storica della sinistra italiana per negarla a quella ormai centenaria che noi Radicali organizzati rappresentiamo per il vissuto del popolo italiano".

"Il problema - conclude - è uno solo: è quello di decidere finalmente un radicale aggiornamento della coalizione del 2006, separando in modo evidente la funzione conservatrice dello schieramento comunista e dintorni per opporre alla coalizione berlusconiana filo-fondamentalista e corporativista una coalizione effettivamente moderna, nuova, espressione di quel popolo italiano che in questi decenni ha plebiscitato nei referendum la Riforma sociale e laica, davvero europea, del nostro Paese. Proponiamo quindi di lasciar perdere equivoci, furbizie ed errori per subito incontrarci per preparare insieme anche la più ampia e programmaticamente chiara nuova coalizione, in attesa di poter raggiungere quel bipartitismo anglosassone che il popolo italiano ha già dimostrato di attendere e volere".