Il pressing sul Vaticano riesce a metà

La nota chiesta dal sindaco: strumentalizzate le frasi del Pontefice. Ma la sostanza resta

Alla fine il pressing di Veltroni ha avuto la meglio. La Sala stampa vaticana ieri mattina ha espresso «meraviglia» per la «strumentalizzazione politica» delle parole rivolte giovedì da Benedetto XVI agli amministratori del Lazio e di Roma, precisando che «non era certo intenzione del Papa sottovalutare l’azione sociale» che questi stanno compiendo «con apprezzabile impegno». E sempre ieri, Ratzinger, ricevendo gli agenti dell’ispettorato di polizia italiana presso il Vaticano, ha citato la «collaborazione delle autorità che hanno cura di rendere la città di Roma sempre più bella e accogliente». Insomma si è tentato di tutto, Oltretevere, per disinnescare le reazioni al discorso di Benedetto XVI, nel quale si parlava di «emergenza» educativa e sociale, del «gravissimo degrado di alcune aree di Roma» e della «drammatica situazione» delle strutture sanitarie cattoliche.
Uscito infuriato dall’udienza, il sindaco di Roma giovedì aveva fatto di tutto per attutire l’impatto mediatico dell’intervento papale, avvertendolo come un attacco che lo metteva in difficoltà anche nella sua veste di leader del Pd. Nel pomeriggio dello stesso giorno era previsto che partecipasse a un dibattito alla Radio vaticana, ma il sindaco ha fatto avvertire che non intendeva più presentarsi e ha chiesto a padre Federico Lombardi, direttore della Sala stampa vaticana, di precisare il senso delle espressioni del Pontefice. Proteste simili sono state fatte arrivare anche al Vicariato. Proprio lì, del resto, era stata partorita la bozza del forte intervento pontificio, uno dei più duri degli ultimi anni agli amministratori locali, anche se non bisogna dimenticare che nel 1989 ricevendo il sindaco Dc Giubilo, Giovanni Paolo II parlò dell’esistenza a Roma di «angoli di Terzo mondo».
Così ieri mattina, la Segreteria di Stato, resasi conto che probabilmente nel discorso avrebbe potuto trovare spazio anche un apprezzamento per alcune politiche sociali, ha reso noto il comunicato per prendere le distanze dalle «strumentalizzazioni politiche». Ma va sottolineato, comunque, il passaggio della nota nel quale si dice che il Papa «non poteva non evocare, dando voce a tanti che a lui si rivolgono, alcune problematiche umane particolarmente urgenti, che vanno affrontate con il contributo di tutti».
Dunque nessuna rettifica delle parole di Benedetto XVI. Le difficoltà dei preti di periferia, le segnalazioni della Caritas, giungono sui tavoli vaticani. Ed è stato il rettore dell’Università cattolica Ornaghi a far giungere sulla scrivania papale una nota nella quale si parlava dell’urgenza di risolvere alcuni contenziosi come quelli che coinvolgono la sanità convenzionata nel Lazio, con ben 500 milioni di euro di crediti vantati dal solo Policlinico Gemelli. I problemi sul tappeto, insomma, restano e sono gravi. Ma il Papa non ha certo inteso «scomunicare» Veltroni o attaccarlo frontalmente. Non è quello lo stile di Benedetto XVI. E il modo soft con cui l’Osservatore Romano e Avvenire ieri hanno dato la notizia del discorso papale stava a sottolineare proprio questa preoccupazione, condivisa sia dal Segretario di Stato sia dallo steso Ruini.