Pressione fiscale: il nervo scoperto dell’Ulivo romano

Si sono scomodati perfino i grossi calibri dell’Ulivo per cercare di contrastare l’iniziativa dei comitati di obiezione fiscale lanciata da Andrea Augello (An). Hanno affidato i loro anatemi alle agenzie di stampa dapprima Goffredo Bettini, considerato lo stratega-tessitore dei Ds romani; poi è stata la volta di Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori dell’Ulivo, già al vertice dell’Agenzia per il Giubileo del 2000; quindi è toccato ad Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera. Per stroncare l’idea di Augello, Bettini, Zanda e Bonelli hanno fatto ricorso al solito armamentario di improperi: c’è chi ha definito la proposta «un atto irresponsabile e disdicevole», chi ha detto che si tratta di «una operazione miserabile» volta a «predicare l’illegalità e l’eversione (sic!»; c’è chi la paragona «alla rivolta contro lo Stato di Reggio Calabria» istigata dal vecchio Msi. Un autentico «fuoco di sbarramento»...
Ma perché - c’è da chiedersi - questi personaggi si scaldano tanto? Evidentemente - sembra questa l’ipotesi più probabile - Augello ha toccato un nervo scoperto del centrosinistra che, governando Roma ininterrottamente da ben 14 anni, deve arrampicarsi sugli specchi per giustificare le stangate ai danni dei contribuenti in cambio di servizi la cui inefficienza è certificata perfino dall’Agenzia di controllo nominata dal Campidoglio. Ma c’è anche da rilevare che gli esponenti dell’Ulivo travisano completamente la realtà. Lo ha fatto notare lo stesso Augello: «È un po’ distratto il collega Bettini, tanto distratto da non leggere neppure giornali e agenzie - ha replicato -. «Alleanza Nazionale non ha mai esortato, e mai esorterà i cittadini a non pagare le tasse, ma sta costruendo un movimento per chiedere, attraverso la restituzione dell’extragettito, che venga allentata al morsa fiscale sui romani che, per scelte del Campidoglio su Irpef e Tari, hanno dovuto fare particolari sacrifici dopo la finanziaria. La cosa è stata spiegata con chiarezza. Chiediamo al Campidoglio uno statuto per i contribuenti che garantisca un più equo rapporto tra tasse e qualità dei servizi». Anche l’eurodeputato di Fi Alfredo Antoniozzi dà manforte ad Augello: «Sono esterrefatto dai toni isterici con cui la sinistra sta reagendo alla manifestazione contro le tasse alla quale ho partecipato con piacere. La sinistra si inventa di sana pianta un appello allo sciopero fiscale da parte degli amici di An del tutto inesistente».