Con PrestiFamily (Capital Money) i finanziamenti ora sono più mirati

Diego Luigi Marin

Più 140% in 5 anni. È l’aumento segnato dal credito al consumo, cui le famiglie ricorrono in misura sempre maggiore per integrare il proprio reddito: stando al recente rapporto dell’Istituto Eurispes, lo scorso anno il suo ammontare ha sfiorato i 47 miliardi, con una crescita del 23,4% rispetto al 2004. Così, anche sotto la spinta di provvedimenti governativi per rilanciare i consumi, non ultima l’estensione della cessione del quinto dello stipendio a dipendenti di aziende private e a lavoratori autonomi come agenti e collaboratori a progetto, le proposte si moltiplicano e il mercato assiste al debutto di nuovi operatori.
Tra questi, la neocostituita PrestiFamily, società detenuta per il 51% da Capital Money, gruppo operante da oltre 20 anni nella mediazione creditizia, dal finanziamento immobiliare ai prestiti personali. Federico Cancarini, amministratore delegato di Capital Money sottolinea: «La ripresa dell’economia passa anche e soprattutto attraverso il volano dei consumi, su cui agiscono le diverse formule del credito; peraltro, le iniziative che si legano allo sviluppo del consumer banking hanno già fornito ottimi risultati negli Usa». Un Paese che, come rileva lo studio Eurispes, vede l’indebitamento complessivo delle famiglie nell’ordine dell’80% del Pil, contro una media europea del 54% e del 35% in Italia. Ove l’Istituto stima che il ricorso al credito al consumo possa aumentare quest’anno dell’11,8 per cento.
Nata per cavalcare la tigre, PrestiFamily «prevede di chiudere già il primo anno in utile di esercizio, con un erogato di circa 80 milioni. Un valore importante se si considerano i concorrenti sul mercato, ma raggiungibile grazie al ventaglio dei prodotti e alla qualità del servizio». Nel portafoglio d’offerta, prestiti personali, cessione del quinto dello stipendio e formule di consolidamento del debito, per i quali la società ha stretto convenzioni con operatori come Bipielle Ducato, Plusvalore e Fiditalia. PrestiFamily potrà poggiare sulla rete commerciale di Capital Money, che vanta 63 punti vendita distribuiti sul territorio, mentre a partire dal 2007 è prevista la costituzione di un network in franchising dedicato.
«La nuova realtà - aggiunge Cancarini - s’inserisce nel piano generale di sviluppo del nostro gruppo. Con una proposta che affianca, in modo del tutto complementare, inedite e più articolate opportunità di finanziamento ai prodotti mutuo». Segmento di business, quest’ultimo, per il quale Capital Money ha fissato un budget 2006 di 560 milioni. Sono una quindicina le soluzioni finanziarie che propone per l’acquisto della prima casa, mentre va gradualmente ampliando l’offerta ai prodotti indirizzati a chi compra la seconda casa e ai mutui di liquidità, i quali permettono di indebitarsi a tassi assai più contenuti rispetto ai saggi praticati nel credito al consumo, sottoscrivendo un’ipoteca sull’immobile. «Abbiamo allo studio - riprende Cancarini - alcuni nuovi prodotti che si rivolgono a una fascia di clientela oggi servita poco e male, che altrove corrisponde invece a un segmento assai sviluppato».
Se infatti i clienti cosiddetti «prime», lavoratori autonomi o dipendenti che già dispongono di una ricchezza accumulata e di redditi medi, accendono di norma un finanziamento per coprire il 50-60% del valore del loro acquisto immobiliare, i «sub-prime» possono contare solo sulle loro entrate, peraltro più basse, e solitamente si trovano a sostituire il costo dell'affitto con la rata del mutuo. Gli affittuari, peraltro, sono scesi dal 47% del 1961 al 19% del 2004; e se nel 2000 lo 0,8% degli immigrati residenti in Italia era proprietario di immobili, quattro anni dopo, segnala l’Eurispes, la percentuale saliva già al 3%, complice soprattutto il costo delle locazioni. «A tutte queste famiglie che si servono del finanziamento per pagare pressoché per intero il valore dell’abitazione, intendiamo fornire proposte ad hoc abbinate a garanzie di nuovo tipo, facilitando così l’accesso al credito e l’acquisto della casa».