Prestigiacomo a Cop15, lavorare per trattato unico

Il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo a Cop15 sottolinea la necessità di lavorare per un trattato unico e insieme agli Stati Uniti presenta, a margine del vertice, il progetto Climate Redi

Trattato unico "Noi non tifiamo per il fallimento, stiamo lavorando a un risultato che non rallenti il processo successivo e come Ue abbiamo le carte in regola per accellerare le trattative". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo incontrando i giornalisti nel corso del 15mo vertice Onu a Copenaghen. "Bisogna lavorare su un trattato unico", ha detto la Prestigiacomo sottolineando che il Protocollo di Kyoto "per l'ambiente è stato un fallimento, ma è stato una pietra miliare per la battaglia ai cambiamenti climatici e non può essere una penalità per i Paesi che lo hanno sottoscritto".

Climate Redi Nel frattempo, ieri, a margine del 15mo vertice Onu sul clima, il ministro dell'Ambiente italiano ha presentato, insieme al Segretario di Stato Usa all'Energia, Steven Chu, il progetto "Climate Redi" (Renewables and Efficiency Deployment Initiative). Il progetto è stato sviluppato nell'ambito del "Global partnership" del Mef (Major economies forum), organizzato dalla delegazione americana, e vede la partecipazione di altri Paesi. Trenta milioni di dollari in cinque anni il contributo dell'Italia a sostegno del progetto il cui obiettivo è accelerare lo sviluppo delle fonti rinnovabili nei Paesi in via di sviluppo, sfruttare il potenziale dell'efficienza energetica nel mercato mondiale degli elettrodomestici, favore l'accesso dell'elettricità grazie all'utilizzo di sistemi di approvvigionamento ad energia solare, facilitare il coordinamento e il confronto sui temi della sostenibilità energetica attraverso una piattaforma per lo scambio delle informazioni.

Con gli Usa per i Paesi in via di sviluppo "Sono convinta - ha detto il ministro Prestigiacomo - che le tecnologie a basso contenuto di carbonio possano giocare un ruolo chiave nella lotta al cambiamento climatico, tanto per le azioni di mitigazione che per l'adattamento". Il contributo dell'Italia a Climate Redi costituisce il 20% del progetto per il quale il ministro dell'Ambiente italiano prevede di sbloccare 15 milioni di dollari fermi alla Banca Mondiale. "Allearci in partenariato tecnologico con gli Stati Uniti - ha affermato la Prestigiacomo - è una scelta strategica. Abbiamo ritenuto di investire nel gruppo di lavoro Usa per le rinnovabili nei Paesi in via sviluppo e di partecipare con un contributo. Con Climate Redi vogliamo infatti sostenere concretamente quei Paesi poveri che oggi non hanno ancora accesso all'energia, attraverso sistemi solari domestici, anche combinati con luci al Led, e altre forme di energia pulita". Il trasferimento delle tecnologie a basso contenuto di carbonio e lo sfruttamento di energie rinnovabili sono infatti al centro degli impegni del ministero dell'Ambiente italiano che ne ha fatto i pilastri della discussione in occasione del G8 Ambiente e i temi su cui costruire l'intesa a Copenaghen.