Prestigiacomo: mi sento madrina del governo rosa

Intervista al probabile ministro delle Pari opportunità o della Salute: «Ringrazio il leader del Pdl. Macché machismo, Berlusconi ha assicurato che daremo un valido contributo all’esecutivo»

da Roma

Onorevole Stefania Prestigiacomo si profila un governo con una forte presenza femminile. Per lei un ministero non sarebbe una novità visto che è già stata alle Pari Opportunità.
«Sì, proprio allora ho avuto il mio bambino Gianmaria, che ora ha sei anni. È un fatto molto positivo che Berlusconi abbia annunciato da subito questo impegno nei confronti delle donne che, sono certa, daranno un grande contributo. Avremo un Parlamento più rosa e più giovane. E chissà anche qualche bel pancione come quello del ministro spagnolo. Abbiamo già dimostrato la nostra serietà e la nostra capacità di sacrificio, conciliando l’impegno in politica con la famiglia».
Su questo fronte le donne a sinistra sono rimaste indietro?
«Anche per un fatto anagrafico io non ho un vissuto femminista alle spalle. Riconosco le conquiste importanti fatte in quegli anni ma molte di quelle donne sono rimaste ancorate all’ideologia. Non è un caso che proprio alcune di loro, provenienti da quel mondo e dal quel vissuto, penso ad esempio ad Eugenia Roccella, si siano candidate con il centrodestra. Questo non significa certo che la Roccella abbia rinnegato quell’esperienza. Semplicemente l’ha superata, approdando ad un centrodestra dove ha trovato punti di riferimento più forti e dove non si criminalizza la famiglia».
E l’accusa di machismo ricorrente verso il centrodestra allora?
«Sono rimasta molto colpita da un intervento che Berlusconi ha fatto durante una manifestazione delle donne in campagna elettorale. Parlò più di un’ora, affrontando tutti gli argomenti come avrebbe fatto con una platea mista o maschile, senza differenze. Poi come al solito concluse con una battuta, chiedendoci di portare da mangiare ai difensori del voto, durante le operazioni di spoglio. Ovviamente i media la riportarono con grande enfasi. Ma l’idea che il centrodestra voglia relegare le donne ai fornelli non corrisponde in alcun modo alla realtà. Il punto è un altro. Noi anche se lavoriamo e ci impegniamo non rinneghiamo le nostre qualità specifiche, le nostre sensibilità. Non mettiamo in contrapposizione l’essere donna con tutto il resto».
È il mondo del lavoro che a volte si mette in contrapposizione con la possibilità di essere donna e di portare avanti una famiglia.
«Bisogna fare tanto. Lo diciamo da tempo, ora dobbiamo agire. Occorrono servizi prima di tutto, asili nido. La priorità è sostenere l’accesso delle donne nel mondo del lavoro. Più servizi perché non debbano rinunciare al primato dentro la famiglia nei confronti dei figli e degli anziani. Primato che non rappresenta una diminuzione ma un valore aggiunto. Ora siamo gli ultimi in Europa».
Collaborerete con l’opposizione su questo fronte?
«Credo nella collaborazione trasversale anche se l’unica che aveva posto il problema del lavoro per le donne in modo forte e serio era stata Emma Bonino. La Pollastrini come ministro delle Pari Opportunità ha pensato soltanto ai Dico. Occorre fare le battaglie giuste. Io le ho fatte. Qualcuna l’ho persa, come quella sulle quote rosa. Ma credo di aver aperto una strada importante nel centrodestra ed ora spero che i risultati si vedano proprio in questo governo. È stata utile: non credo avremmo avuto questa grande presenza femminile in Parlamento».
La preoccupano i rapporti con la Lega?
«No, ho sempre avuto un rapporto stretto con Carolina Lussana, una donna capace ed impegnata ma devo dire che tutte le donne della Lega sono preparatissime».
E con quelle di Forza Italia?
«Guardi spesso i media mi hanno contrapposto a Michela Vittoria Brambilla, come se fra noi ci fosse una rivalità. Capisco che la cosa come notizia funzioni ma mi è molto dispiaciuto soprattutto quando lo hanno fatto giornaliste donne. Non c’è nulla di reale, è un gioco messo in scena dai media».
Suo figlio è preoccupato all’idea di una mamma ministro?
«È tutto contento all’idea di riprendere l’aereo con i lampeggianti. È ancora piccolo».