Prestigiacomo: "La sinistra dice di difendere le donne e invece le usa come fossero un'arma"

Il ministro contro la "strategia da ballatoio". "Il Pd è un partito in liquidazione. L'eccezionale consenso di Berlusconi li costringe a vergognose scorciatoie". L'attacco della stampa estera? "Solo perché stiamo affrontando meglio la crisi"

Roma - Ministro Stefania Prestigiacomo, nello scontro politico si usano toni e argomenti da rissa sul ballatoio. Perché?
«Perché l’opposizione non ha argomenti e si rifugia nell’inqualificabile. Il risultato di questa “strategia da ballatoio” sarà la fuga degli elettori dalla sinistra».

Il voto si avvicina: per questo i colpi sono sempre più bassi?
«Non solo. Berlusconi e il suo straordinario consenso nel Paese, inducono chi non ha armi politiche a cercare scorciatoie vergognose».

Franceschini e il “Fareste educare i vostri figli da quest’uomo”. Colpo di sole o lucida e snobistica supposta superiorità morale?
«Un segnale di meschinità morale e politica di un leader di un partito in liquidazione».

Hanno fatto bene i figli di Berlusconi a replicare in quel modo?
«Benissimo. Sono stati feriti oltre ogni misura».

Caso Noemi: il premier dovrebbe rispondere alle domande di «Repubblica»?
«Stiamo scherzando? Quella di Repubblica è una volgare campagna denigratoria. La sola lettura delle domande è offensiva, piena di allusioni ignobili».

Cosa le dà più fastidio della vicenda? L’aver massacrato una ragazzina per colpire il premier o le allusioni sul rapporto tra Berlusconi e Noemi?
«Entrambe le cose. Quella ragazza è diventata un’arma per colpire Berlusconi. Per lei non valgono né diritti né umanità. Sono indignata. Ho sentito la propaganda che fa la sinistra in campagna elettorale, fatta di una inaudita violenza verbale contro questa ragazza. Loro che dicono di difendere la libertà delle donne...».

Polito, direttore del «Riformista», ha messo in guardia il Pd: «Non trasformate il caso in un Noemi-gate». La sinistra ha già preso una deriva gossippara o può tornare indietro?
«La deriva mi pare avanzata e gravissima. Polito predica bene, ma il suo giornale sguazza nel gossip come altri. Ieri ha pubblicato una pagina indegna sulle “ingrate” della Pdl con tanto di “foto segnaletiche”».

La politica dal buco della serratura. Legittima esigenza di essere informati su tutto o eccessivo voyeurismo?
«Esiste il diritto alla riservatezza delle persone. Qui siamo dinanzi ad una manovra scandalistica per colpire il premier in nome della quale si travolge ogni rispetto, ogni deontologia professionale, ogni dignità umana».

Velinismo: pure i vescovi insistono “La bellezza non può essere l’elemento decisivo per la scelta delle candidature”. Condivide?
«Pienamente. La politica di oggi è tutta fondata sull’immagine ed è diffusa la convinzione, a destra come a sinistra, che chi “buca” il video parta avvantaggiato. Ma non è così. C’è una selezione naturale ed è basata su tenacia, competenza, impegno, capacità di persuasione. Il resto passa».

Caso Lario: come al solito è derby, chi sta con Silvio e chi con Veronica. Normale o c’è qualcosa che non va?
«Le vicende private di una famiglia dovrebbero restare tali».

La richiesta di divorzio a mezzo stampa le è piaciuta?
«Non entro nella questione familiare».

Il «Financial Times» torna a sputare sul nostro Paese: perché tutto quest’odio?
«Forse perché il nostro Paese sta affrontando la crisi meglio di altri? O perché Berlusconi non s’inchina adeguatamente a certi gotha finanziari? E forse anche perché dall’Italia c’è chi fomenta irresponsabilmente queste calunnie senza rendersi conto che così facendo ne danneggia l’immagine».

Nello scontro politico torna il nemico da eliminare piuttosto che l’avversario da battere?
«Se l’antiberlusconismo è l'unico collante dell’opposizione la conseguenza è macelleria politica. Ma gli elettori credo abbiano capito».

Lei ha il «difetto» di essere anche una bella donna. In un periodo di caccia alla beltà, si sente in colpa di non essere un po’ più bruttina?
«La prego, non facciamo i ridicoli».

Anche lei è stata vittima di gossip...
«È stato ignobile anche in quel caso. Ma stavolta siamo dinanzi a una manovra politica molto più grave e becera. Si tenta di disarcionare il capo del governo a colpi di allusioni e menzogne. Inaccettabile. Ma sono sicura: sarà un boomerang».