Prestiti con tassi del 400 per cento: a giudizio organizzazione di usurai

Si profila una richiesta di rinvio a giudizio per una banda di presunti usurai romani, capeggiata da un insospettabile istruttore di body building arrestato nel settembre scorso dai carabinieri del nucleo operativo della capitale. Il pubblico ministero Simona Marazza ha chiuso l’inchiesta con il deposito degli atti ipotizzando i reati, a seconda delle posizioni, di usura, rapina ed estorsione e in un caso di detenzione illegale di armi.
Secondo le indagini, la banda di usurai applicava tassi annui anche del 400 per cento. La vicenda venne alla luce grazie alla denuncia di una ex guardia giurata che, per debiti contratti con il gioco d’azzardo (videopoker), era stata costretta a rivolgersi per un prestito agli usurai. Dalla iniziale cifra di 2000 euro di capitale prestato il malcapitato, secondo le indagini dei carabinieri, si trovò con un debito da pagare di cinquemila euro da restituire in 20 rate settimanali. Per indurlo a pagare, la banda di strozzini non avrebbe esitato a ricorrere a gravi minacce: secondo l’inchiesta la sua auto (una Renault Clio) venne sequestrata dagli esattori della banda. Inoltre minacce di morte sarebbero state fatte anche nei confronti della famiglia del debitore.
Una prassi che si sarebbe ripetuta per altri due casi, per riscuotere crediti di decine di migliaia di euro a fronte di prestiti di circa duemila euro. «Il mio assistito è sereno - ha detto l’avvocato Gianluca Arrighi, difensore di un consulente finanziario indagato nell’inchiesta - ha piena fiducia nella giustizia ed è certo che al più presto verrà fatta chiarezza in merito alla sua posizione tra l’altro estremamente marginale». Nella presunta banda di strozzini ci sarebbero anche due consulenti finanziari non iscritti nell’elenco dell’Unione italiana cambi.