Prestito Alitalia: via libera della Camera Ma la Ue apre la procedura di infrazione

Fonti comunitarie: Bruxelles ha aperto una procedura per valutare se i 300 milioni prestati alla compagnia di bandiera sono compatibili con le norme europeo o siano aiuto di Stato. Il parlamento dà il via libera al decreto

Bruxelles - La Commissione Europea ha deciso oggi di aprire una procedura d’investigazione formale sul prestito ponte da 300 milioni di euro concesso dallo Stato all’Alitalia poi destinato in conto capitale. Lo si è appreso da fonti comunitarie. La procedura è destinata ad accertare se l’intervento pubblico in favore di Alitalia è un aiuto di Stato compatibile con le norme Ue sul mercato unico europeo. "In questa fase - spiega Bruxelles in un comunicato - la Commissione valuta che il prestito, che la compagnia aerea italiana ha la facoltà di imputare sui propri capitali, potrebbe costituire un aiuto incompatibile con il mercato comune. L’inchiesta - prosegue la nota - permetterà a tutte le parti interessate di presentare le loro osservazioni". Potranno presentare memorie anche le compagnie concorrenti che hanno già scritto alla Commissione. In linea di massima lo Stato italiano non può più concedere aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione ad Alitalia, poiché quest’ultima ne ha già beneficiato. L’apertura di questa procedura deve consentire alla Commissione di analizzare in modo approfondito la natura esatta di questa misura e le condizioni della sua concessione ad Alitalia, per determinare se si tratti di un aiuto di Stato ai sensi del trattato. In questo contesto la Commissione valuterà se un investitore privato avrebbe agito nello stesso modo del governo italiano. Alla luce della "buona collaborazione con le autorità italiane" la Ue "non ha ritenuto necessario ordinare la sospensione" dell’aiuto erogato alla compagnia attraverso la concessione da parte dello Stato di 300 milioni di euro.

Il voto al decreto Via libera della Camera alla conversione in legge del decreto per il prestito ponte di 300 milioni all’ Alitalia. Dopo molte sedute dedicate a esaminare le proposte di modifica esaminate avanzate dall’opposizione, l’aula di Montecitorio ha approvato la conversione in legge del decreto in favore dell’Alitalia varato lo scorso 23 aprile dal governo Prodi con il consenso della nuova maggioranza. Il provvedimento approvato oggi è molto diverso dal decreto originario e dal testo licenziato dal Senato e, pertanto, dovrà tornare a Palazzo Madama che lo dovrà ratificare senza modifiche entro il 22 giugno.

Le modifiche Il nuovo testo incorpora una serie di norme introdotte con altri decreti in materia di: scelta e ruolo dell’advisor per la privatizzazione della compagnia di bandiera, esenzione dagli obblighi di trasparenza in termini di comunicazioni al mercato,utilizzazione del prestito a copertura delle perdite. In particolare, nel testo licenziato dalla Camera è stato inserito l’articolo 4 del decreto legge fiscale sull’Ici che consente di trasformare il prestito in patrimonio netto della Compagnia in caso di riduzione del capitale sotto il minimo previsto dal codice civile. Il testo che sarà trasmesso al Senato ha poi fatto proprio l’articolo 1 del decreto legge sul monitoraggio della spesa che prevede alcune deroghe alla legge 474 del 1994 sulle privatizzazioni, con la nomina di un advisor ( già individuato dal Consiglio dei Ministri in Intesa SanPaolo). Advisor che potrà agire in conto terzi o anche in proprio. E questa ultima possibilità è stata molto criticata dall’opposizione visto che l’istituto di credito guidato da Corrado Passera è già sceso in campo a fianco dell’Air One nella gara di privatizzazione dell’Alitalia predisposta dal Governo Prodi. Un’ulteriore novità riguarda la sospensione degli obblighi informativi al mercato da parte dell’Alitalia. E tale decisione ha indotto la Consob a sospendere la quotazione in Borsa del titolo.