Prestito a buon fine, Unicredit sugli scudi. Fiat ancora in rialzo grazie agli aiuti

Piazza Affari archivia la prima seduta della settimana con un rialzo superiore a quelli messi a segno dalle altre piazze azionarie in Europa grazie alle performance di alcuni fra i principali valori del listino (Unicredit, Tiscali, Saipem). Il Mibtel sale dell'1,1% con scambi contenuti (1,8 miliardi il controvalore degli scambi) e soprattutto concentrati sui soliti titoli a maggiore capitalizzazione (Eni, Unicredit, Fiat). Le attese per il piano anticrisi che il Senato Usa esaminerà nei prossimi giorni hanno reso incerti gli andamenti delle altre piazze europee, mentre a Milano le cose sono andate meglio per tutta la giornata. Unicredit è stata al centro dell'attenzione nel giorno del comitato nomine (che ha rinnovato la fiducia agli attuali vertici), dopo la conferma che i soci sottoscriveranno il prestito convertibile. Tra gli energetici, Saipem ha beneficiato del nuovo recupero del prezzo del petrolio. A Milano, quindi, la performance positiva di molti titoli guida, legata a specifiche vicende, ha avuto la meglio sulla prudenza generale che invece ha tenuto a freno gli entusiasmi sugli altri listini, tutti con rialzi più contenuti. Unicredit ha chiuso a 1,416 euro, in rialzo del 5,12%, appena sotto il massimo di seduta (1,425) e nel comparto bancario sono state richieste, ma in maniera meno clamorosa, anche le Intesa Sanpaolo (+2,39%), mentre Mediobanca chiude in lieve calo (-0,35%). Balzo davvero ragguardevole per Tiscali (+9,6%), senza che gli operatori sappiano indicare specifici motivi (ma c'è sempre in ballo la cessione della controllata inglese). Saipem sale del 5,07% grazie al recupero del petrolio, quotato oggi sopra i 41 dollari al barile. Bene anche Eni (+0,63%) dopo una prima fase in calo; fra gli energetici scende la quotazione di Enel (-0,9%). Fiat conferma il periodo di rialzi legato al piano di incentivi varato dal governo la scorsa settimana e guadagna l'1,79%, in compagnia delle case internazionali dopo gli aiuti alle francesi Peugeot e Citroen. Gli incentivi hanno permesso anche a Landi Renzo di spingere sul pedale del rialzo (+7%). Lima leggermente Parmalat(-0,07%) che venerdì ha chiuso il contenzioso con alcune banche, e anche Rcs perde lo 0,27% il giorno del preconsuntivo del bilancio 2008, che vede una lieve flessione dei ricavi e una molto più marcata dei margini. In calo anche Seat (-0,61%) il cui ad Luca Majocchi ha preannunciato la sua uscita a breve. A Londra (+0,37%) sotto i riflettori Barclays, che ha guadagnato il 10% dopo essere riuscita a chiudere il 2008 limitando la flessione degli utili netti a un solo punto percentuale, per un risultato che si è attestato a 4,38 miliardi di sterline. A Parigi (+0,39%) in evidenza Natixis (+5,9%) su indiscrezioni secondo cui l'istituto potrebbe aver bisogno di una ricapitalizzazione. Forti acquisti sui titoli delle compagnia auto francesi dopo che Parigi ha varato un consistente piano di aiuti statali: sei miliardi di euro tramite prestiti quinquennali a tassi agevolati ai suoi due maggiori produttori, la Renault (+7,1%) e il gruppo Psa Peugeot-Citroen (+3,9%). A Stoccolma in luce anche Volvo (+11,3%) in scia ai risultati annunciati venerdì.