È presto per Alfano: ai box per non bruciarsi

RomaÈ una carta che poteva salvare la partita, e tenere in piedi l’asse con la Lega che l’avrebbe condivisa. Ma c’è anche il rischio di bruciarla, e non è il caso, visto che il Pdl di problemi ne ha già a sufficienza. Salvate il soldato Angelino (Alfano). Il segretario Pdl, investito della successione direttamente dal Cavaliere, è considerato da molti l’unico che può far ritornare all’ovile i malpancisti, ma con delle incognite da non sottovalutare. Il rischio di bruciarsi, in entrambi i casi, che lo si candidi per un governo di passaggio Pdl-Lega (ormai improbabile), sia per le elezioni anticipate.
Per la prima ipotesi ha parlato Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: «Un governo di transizione guidato da Angelino Alfano non è, al momento, plausibile. Io lo auspico, ma la situazione di stallo che viviamo non lo rende al momento plausibile». L’altro è un ragionamento che si fa nell’ipotesi che Napolitano sciolga le Camere e non dia l’incarico ad un tecnico (Amato, Monti) o a un premier delle larghe intese. Se si vota a febbraio il candidato naturale per il Pdl e per una eventuale coalizione che abbia il Pdl come base, è Angelino Alfano. Ma sarebbe anche un voto difficile, con sondaggi che al momento sembrano favorire il centrosinistra (ma tutto è possibile in tre mesi) e che insomma sembrano destinati a trasformare l’«eletto» dal Cav in un candidato perdente. Sarebbe un danno per il futuro.
Berlusconi lo ha già indicato come candidato, anche se ha messo una premessa. «Saranno le consultazioni tra il milione e duecentomila iscritti al Popolo della Libertà a stabilirlo - dice il premier ospite di Belpietro su Canale 5 -. Penso che in pole position ci sia il nostro bravissimo Angelino Alfano e ci sarà quindi in tutta la politica nazionale finalmente un cambio generazionale». Quanto al suo ruolo, Berlusconi si limita a ripetere che «io farò quello che il mio partito mi chiederà di fare nell’interesse del Paese».
L’Udc ha preso la palla al balzo per dirsi indisponibile a una soluzione Alfano. Il motivo lo spiega Buttiglione: «Berlusconi lo ha bruciato, perché l’ha qualificato come suo uomo».
Ma è un pretesto per mandare avanti gli altri progetti dell’Udc, che al momento non necessitano del Pdl. Intanto il partito di Berlusconi è in subbuglio, scosso dai movimenti di peones in cerca di ricandidatura, ex democristiani e ciellini che riabbracciano i vecchi progetti centristi. Anche per questo, buttare Alfano nella mischia sarebbe un rischio. Prima è meglio risolvere le questioni interne. Si minacciano strappi, scissioni, ci si divide sull’appoggio a Monti, inizialmente impensabile, ora preso in considerazione.
Addirittura si dice di una fronda che pensa di rifondare la vecchia An. Un caos. Alfano verrà usato in un secondo momento, quando la rotta finirà e magari si placherà il vento. Che per ora serve solo a bruciarlo.