«Presto un decalogo comune ai 19 municipi»

Le parole scioccanti di Berlusconi hanno rischiato di far passare in secondo piano la nascita della Consulta azzurra. Del nuovo organismo parliamo con Francesco Giro, coordinatore regionale di Forza Italia e commissario della città di Roma.
Giro, com’è nata l’idea di creare la Consulta Azzurra?
«L’idea era di dare ai consiglieri municipali una maggiore identità di partito, perchè mi chiedevano più politica, e non solo risorse e organizzazione».
Di che cosa si occuperà questo organismo?
«Entro trenta giorni lancerà un manifesto di intenti alla città e ai romani, riassunto in una sorta di decalogo, una piattaforma comune a tutti i 19 municipi. I temi trattati saranno la sicurezza, i trasporti, la salute e così via».
E che altro?
«La Consulta dovrà misurarsi anche su temi politici delicati. Siamo assolutamente contrari alle iniziative di chi vuole trasformare i municipi in agenzie della propaganda radicale e della sinistra estrema, laboratori ideologici dove partorire iniziative come i registri delle unioni civili, un modo surrettizio per legittimare di fatto i Dico. La Consulta Azzurra nasce anche per difendere il vero ruolo dei Municipi, che devono difendere i diritti dei cittadini, avere poteri decisionali e beneficiare del tanto promesso e decantato decentramento amministrativo».
Che poteri concreti avrà la Consulta Azzurra per cominciare a muoversi?
«I membri della presidenza faranno parte del comitato direttivo del partito romano. Il programma costituirà parte integrante di quello romano. Le deliberazioni della Consulta saranno a volte vincolanti».
Oltre alla Consulta, le altre novità che lei ha lanciato sono il Comitato dei Saggi, Forza Italia incontra Roma... Vuole lanciare un modello Lazio?
«Sì. Per rendere la politica di Forza Italia più partecipata, dobbiamo rovesciare il processo. Forza Italia è nata nel 1994, grazie alle intuizioni di Berlusconi, dall’alto. Ora dobbiamo tornare sul territorio e radicarci, come lui stesso ci ha spinto a fare».
Il tonfo del governo Prodi avrà ripercussioni anche sugli equilibri politici che girano attorno a Veltroni?
«Certamente renderà molto più fragile la maggioranza al Comune di Roma, già divisa e contraddittoria. Dobbiamo approfittarne e promuovere un grande progetto alternativo».
L’Udeur romana mostra segnali di insofferenza per i Dico...
«Però resta legata a doppio filo a Veltroni. Questo ci lascia perplessi. Per questo lanciamo un appello ai cattolici Udeur a trarne le logiche conseguenze».
Forza Italia ha chiesto che si torni a votare anche per la Regione Lazio...
«Sì, perché il governo della Regione sta dando dimostrazione di assoluta inefficienza. Marrazzo è immobile sulla Sanità e per le grandi emergenze si fa poco o nulla. Se la giunta Storace apriva gli ospedali, con Marrazzo si chiudono».