Presto online film a pagamento

Silvia Kramar

da New York

Il giudice della Corte suprema americana Sandra Day O’Connor non se n’è andata in sordina. La giudice, nominata anni fa da Ronald Reagan, con uno dei suoi ultimi voti ha forse cambiato, per sempre, il futuro del cinema. Il 27 giugno scorso la O'Connor e gli altri giudici di Washington hanno infatti votato a favore di una piccola rivoluzione, permettendo agli studios californiani di mettere in vendita i propri film su Internet, in formato digitale. Il pubblico potrà quindi acquistarli e scaricarli sul computer di casa pagando dai 10 ai 20 dollari: l’esatto equivalente dell’affitto di un video. Scaricarli costerà agli americani meno tempo, meno code ai negozi e meno stress.
La Corte suprema si è espressa a favore di questa innovazione tecnologica spinta da una sola, grande, preoccupazione: la pirateria dei film, in netto aumento grazie a chi vende su Internet copie «piratate» dei nuovi film. Ma Hollywood è preoccupata: se il mondo della musica ha accettato con grandi plausi la nuova legge che permette di scaricare da Internet una canzone al costo base di 99 centesimi, per arginare i grandi furti musicali, le sale cinematografiche temono invece che la gente, un domani, quando la tecnologia necessaria per scaricare un film (per adesso ci vuole ancora circa un’ora e mezzo di tempo) si sarà evoluta non andrà più al cinema. Gli studios intanto si preparano alla rivoluzione digitale: la Sony sta «convertendo» 500 pellicole, la Universal è già a quota 200 e la Warner Brothers sopra i 5.000, molti dei quali verranno subito messi in vendita, sul web, in autunno: allo scadere della data prevista dalla Corte suprema per il rilascio del cinema digitale online.
«Così facendo sarà sempre più facile combattere i pirati e creare un mondo di consumatori "onesti"» ha spiegato James Ramo, presidente della Movielink, il sistema in uso presso i grandi studios hollywoodiani. «Ma ci vorranno alcuni anni prima che il consumatore medio possieda la tecnologia necessaria per scaricare facilmente una pellicola prima sul proprio computer e poi, da lì, sullo schermo del televisore». Per il momento ad arrivare su Internet saranno solo i film già usciti nelle sale: come Harry Potter, uno dei primi a essere messo in vendita al costo di 12 dollari. Negli Usa, quando una pellicola ha finito il giro dei cinema, viene immediatamente consegnata alle linee aeree, alle televisioni via cavo e alla vendita in Dvd. «Tutto questo non cambierà - ha aggiunto Ramo - Ma tra qualche anno, magari pagando una cifra salata, potremo vederci anche le prime nel nostro salotto».
Temendo la grande crisi delle sale, la Walt Disney comunque sta già progettando un’alternativa: invece di permettere di scaricare i propri film su Internet, offrirà versioni «casalinghe»: più lunghe, con scene tagliate in sala di montaggio o con interviste ai protagonisti. Il tutto per cercare di arginare la grande crisi che quest’estate sta colpendo le sale americane: nonostante l’enorme successo di La guerra dei mondi, gli altri kolossal non stanno vendendo biglietti.