Presto il via al restauro della Casa della scherma e alla ristrutturazione dell’Ostello della gioventù

Foro Italico, qualcosa si muove. La richiesta del Comune di Roma di inserire la ristrutturazione dell’area monumentale e il restauro delle storiche opere degli anni ‘30 nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità d’Italia (2011), sta per andare al vaglio del Consiglio dei ministri. Forse sarà esaminata già oggi.
Si tratta di un intervento culturale e storico di eccezionale importanza urbanistica, che Fabio Rampelli anticipa a grandi linee nell’intervista pubblicata a fianco. Il principale intervento previsto è forse il recupero della storica Casa della scherma, insigne opera dell’architetto Luigi Moretti (1934), teatro delle gesta sportive del grande Edoardo Mangiarotti. La struttura era stata data in prestito nel 1976 al ministero della Giustizia per essere trasformata in aula-bunker. Oggi la Casa della scherma, smessa finalmente la funzione di aula giudiziaria di massima sicurezza, è ricoperta da impalcature arrugginite, con i restauri fermi da un anno per mancanza di fondi. Il progetto è di destinarlo a Museo dello sport, struttura culturale di cui Roma è totalmente priva.
Nei piani c’è poi la riattivazione e messa a norma dell’ostello della Gioventù, ubicato da 40 anni nell’ex foresteria del Foro Italico, in viale delle Olimpiadi, che il Coni per la verità vorrebbe sloggiare per destinare il palazzo ad altre attività.
E poi ancora la fontana della Sfera, una grande sfera bianca, poggiata su una base quadrata, la cui forma vuole rappresentare l’universalità dello spirito sportivo. L’anello che circonda la fontana era un tempo interamente pavimentato a suggestivi mosaici in bianco e nero. Oggi fontana e mosaici sono, però, sprofondati nel degrado e hanno urgente bisogno di essere risistemati.
Le celebrazioni per l’unità d’Italia del 2011 prevedono, fra le altre cose, iniziative a favore delle città di Roma, Torino e Firenze, fra cui l’organizzazione e la promozione di mostre, convegni e manifestazioni a carattere storico e commemorativo; il miglioramento complessivo delle capacità organizzative e ricettive dei centri maggiormente coinvolti; la programmazione di spettacoli e iniziative connessi all’evento.
E soprattutto «la realizzazione ed il completamento di infrastrutture di rilevante carattere culturale e scientifico». Per il Foro Italico un’occasione da non perdere.