Presto visitabili le case di Livia e Augusto

Per mancanza di fondi adeguati e di personale solo un terzo dell’area è attualmente accessibile

Tutti attorno al Palatino malato, chiuso per il 60% per problemi di sicurezza e di personale. Purtroppo «oggi chi passeggia per il Palatino e il Foro nulla comprende», ricorda il famoso archeologo Andrea Carandini, che lancia l’idea di una mostra che ne racconti la storia e lo avvicini alla gente. Un colle in cui è sempre possibile fare grandi scoperte. Come il corredo di stendardi, armi da parata e scettri, presto in mostra a Palazzo Massimo, ritrovato da Clementina Panella. Probabilmente «i segni del potere» di Massenzio, nascosti nell’imminenza dello scontro con Costantino del 312 a Ponte Milvio. Alla giornata di studi a Palazzo Massimo sul Palatino, importante per l’età classica come l’Acropoli di Atene ma meno conosciuto e amato, hanno preso parte i maggiori esperti italiani e stranieri, a cominciare da Mounir Bouchenaki dell’Iccrom, il centro di formazione per il restauro dell’Unesco. L’ingegner Giorgio Croci ha presentato gli esiti del monitoraggio, iniziato alla metà del 2005, sulla salute del Palatino e sulle terapie da seguire. La seconda manche di un lavoro illustrato un anno fa, presenti il ministro Rocco Buttiglione e il Soprintendente Angelo Bottini. Per i problemi del Palatino, 27 ettari di stratificazioni di storia e arte, affrontati per la prima volta in modo unitario, venivano stanziati 4 milioni di euro. «Da un lato - dice Croci - c’è il perimetro esterno del Colle in cui i muri interni dei grandi palazzi crollati, Vigna Barberini, Domus Tiberiana, Arcate Severiane…, si sono trasformati impropriamente in deboli muri di sostegno, dall’altro c’è la zona interna, con gli Horti Farnesiani sopra la Domus Tiberiana, che nasconde un mondo sotterraneo ignoto, un vero e proprio gruviera». La carta del rischio del colle mostra ampie zone rosse, dove il pericolo è maggiore, e parecchie gialle a medio rischio. Sono mal messe le pendici occidentali e anche le strutture sopravvissute sono in condizioni critiche. Un po’ ovunque arcate fessurate, alberi sopra i monumenti, grotte, tubi che ingabbiano le strutture, «costruzioni» pericolanti e infiltrazioni d’acqua. Prime cure: catene, ancoraggi, risarciture. Le priorità riguardano i crolli, i danni irreversibili al patrimonio storico-artistico e l’apertura al pubblico. Secondo Croci «per risolvere i problemi più urgenti servono 20 milioni di euro e 3-4 anni». Per il 2007 lo Stato stanzia 7 milioni, dice il ministro Francesco Rutelli che ha costituito una commissione mista Stato-Comune per il Palatino. Fra quest’anno e il prossimo si annuncia la riapertura di una parte consistente delle case di Augusto e di Livia chiuse da oltre 30 anni. Ma si dovrà decidere se far pagare o no e quanto il biglietto per i Fori (ora gratuito), per il Colosseo e il Palatino.