PRESUNTI INNOCENTI

Non è la prima volta che dico e che scrivo che lo stile di Enrico Preziosi non mi fa impazzire. Ad esempio, non mi fa impazzire il fatto che la denuncia di una presunta combine, cosa buona e giusta, arrivi a quattro anni dalla partita incriminata, non il giorno dopo. Così come non mi fa impazzire il fatto che si vada a un pranzo o a una cena, con Galliani o con chiunque altro, registrandone il contenuto. E non mi fa impazzire il tono in cui sono state anticipate alcune rivelazioni di Preziosi, tono che - al di là della volontà del presidente rossoblù - rischiano di creare inutili tensioni in una città che di tutto ha bisogno tranne che di tensioni calcistiche.
Detto questo, però, non mi fa impazzire nemmeno lo stile di chi ha archiviato in quattro e quattr’otto tutte le accuse alla Sampdoria. A pelle, effettivamente, ci pare incredibile che Garrone vada in giro per l’Italia alla compravendita di partite. A pelle, effettivamente, ci pare che ci sia poco arrosto e tanto fumo. E, sia l’andamento degli interrogatori di ieri, sia le sensazioni che filtrano da Roma, fanno pensare a rischi limitati per il Doria. Ma da qui a sentenziare che l’unico fumus che c’è, è il fumus persecutionis, ce ne passa. E invece, a Genova, tutti già assolti.
Probabile che sia così, soprattutto ce lo auguriamo. Così come ce lo auguravamo per il Genoa lo scorso anno. Ma ci pare scorretto, anche e soprattutto nei confronti dei tifosi, vendere certezze che possono fare molto male. E non ci piace nemmeno che, mentre lo scorso anno sul Genoa si potesse dire e scrivere qualsiasi cosa, per la Sampdoria sia scattato immediatamente un cordone sanitario che può fare più danni che bene. Il doppiopesismo fa sempre male, anche a coloro che ne sono beneficiari. Dal canto nostro, vogliamo semplicemente giustizia. E che, se qualcuno ha sbagliato, venga punito. Così come è stato punito lo scorso anno il Genoa. Nessuno può considerarsi legibus solutus e crediamo che la pensi così anche la maggior parte dei tifosi blucerchiati, che si sono distinti nella battaglia per un calcio pulito.
Infine, visto che siamo alla seconda citazione latina, a Garrone ricordiamo la storia della moglie di Cesare. Da cui Cesare divorziò anche se era persuaso della sua innocenza. Convinto che la moglie di Cesare debba essere al di sopra di ogni sospetto.