Il prete non benedice Gesù con la maschera

La tradizione del presepe subacqueo sarà anche bella, ma lui, il parroco conservatore, si fa forte di una tradizione che ha sicuramente qualche anno in più. E chi prova a contraddirlo si trova spiazzato quanto il don ripete che a Betlemme i sub non erano andati ad adorare Gesù insieme ai pastori, e che a quel tempo non risultavano figuranti in... maschera, neppure se con pinne e tuta. Finisce così che il parroco di San Terenzo al mare, don Piero Corsi, neghi l'accesso in chiesa al Bambinello e ai subacquei che lo avevano recuperato dal mare, al termine della natività sottomarina.
Il prete ha definito la manifestazione, giunta alla sua sedicesima edizione, una «carnevalata». I sub sono stati così costretti a recitare da soli una preghiera fuori dalla chiesa. Don Corsi è arrivato a San Terenzo un anno e mezzo fa. Prima di lui il parroco don Gianluigi Bagnasco, di Levanto, aveva sempre benedetto il Bambinello, e aperto la chiesa al corteo dei fedeli. Una tradizione che peraltro ha sempre coinvolto tutte le altre località spezzine che hanno ospitato la Natività subacquea, dalla Palmaria alla passeggiata Morin alla Spezia fino a Tellaro, dove il Comune ha organizzato anche i fuochi di artificio.
Inevitabilmente l'episodio ha suscitato vivaci proteste da parte dei cittadini. Che si sono andate ad aggiungere anche ad altre rimostranze per episodi passati. Il parroco di San Terenzo non è infatti nuovo a iniziative che hanno fatto discutere. Appena insediato aveva negato il pasto ai disabili del centro Antares, colpevoli di essere arrivati in ritardo e di disturbare così l'organizzazione della casa di riposo Villa Carafatti, presso la quale i ragazzi erano soliti pranzare. Fra le altre iniziative di «riordino» della parrocchia, si segnalano la chiusura del circolo bar sotto la chiesa, l'allontanamento della squadra sportiva parrocchiale e la cessione di locali alle vicine Poste. Ma la mancata benedizione del Bambinello è quella che ha creato i malumori più forti.