Il prete: prego che vinca lei E il premier fa voto di castità

Il Cavaliere assicura don Pusceddu: «Non farò sesso fino al 9 aprile». L’incontro con i cassintegrati sardi

nostro inviato a Cagliari

Una giornata intera passata nel modernissimo Hotel T di Cagliari fra dirigenti di partito, ex dipendenti dell’Enichem cassintegrati, parroci d’assalto con l’aura della telepredicazione. Una giornata intensissima. Il confronto con i sindacati per cercare una via di risoluzione per i 470 lavoratori in cassa integrazione, un discorso di 45 minuti, a porte chiuse, per galvanizzare i quadri azzurri dell’isola e poi, un incontro memorabile con don Massimiliano Pusceddu, volto noto non solo nell’isola, parroco di San Lucifero di Vallermosa, che ogni domenica, alle 14.45, irrompe sugli schermi del satellite su Sardegna 1, ed è il leader carismatico dell’Associazione Apostoli di Maria (50mila aderenti dichiarati in Italia), che riunisce folle oceaniche (ad esempio oggi), per preghiere e guarigioni.
La gag con il presidente del Consiglio, è di quelle che restano. Don Massimiliano, trentenne barbuto e passionale, è uno dei pochi che prendono la parola nel corso della riunione della mattina e lo fa per elogiare il Cavaliere: «Lei è l’unico che ha difeso i valori della famiglia in Italia, il mio movimento l’appoggerà in tutto e per tutto in questa campagna elettorale perché se vince la sinistra sarà la fine morale per questo Paese: matrimoni omosessuali, eutanasia, Far West bioetico. Mi permetta di darle la mia benedizione». Il parroco ha appena finito il suo discorso che Berlusconi ribatte, sfoderando uno dei suoi sorrisi: «Caro don Massimiliano, la ringrazio molto, cercherò di essere all’altezza, e le prometto sin d’ora due mesi e mezzo di astinenza sessuale assoluta, fino al 9 aprile».
Una bella soddisfazione per il religioso, mentre l’incontro con i sindacati è stato molto più teso: la riunione viene aperta da un intervento molto duro di Giampaolo Diana, segretario generale della Cgil sarda che va all’attacco del premier: «Lei, presidente, viene qui a due mesi dal voto dopo che questi lavoratori sono stati abbandonati per anni, con un’iniziativa che ha il sapore di una campagna elettorale». Quando il sindacalista finisce di parlare, Berlusconi, seduto al tavolo, fa un gesto di disappunto, riunisce i fogli che ha davanti a sé, sembra che stia per alzarsi e andarsene e dice: «Sono venuto su vostro invito, ma se la mia presenza non è gradita...».
È a questo punto che interviene Sisinnio Puddu uno dei cassintegrati delle due aziende coinvolte, la Montefibre e la Legler. Puddu, che appartiene alla prima azienda, riesce a esprimere il disagio suo e dei suoi compagni al premier: «Presidente, siamo in questa situazione da tre anni e la cassa integrazione è dura...», Berlusconi lo interrompe con una constatazione amareggiata: «Lei è fortunato, almeno ha la cassa integrazione». Puddu riprende a parlare e spiega la drammatica condizione dei lavoratori della Montefibre: «Abbiamo avuto tre deroghe per il nostro provvedimento, ogni deroga, il salario che percepiamo si riduce del 10 per cento. Se dovessimo ottenere un nuovo rinnovo, scenderemmo a 400 euro al mese. Sa cosa vuol dire? Meno della pensione sociale». È lui stesso a raccontarlo ai cronisti quando esce dalla riunione a porte chiuse. Qualcuno, estrapolando la frase, chiede se non si sia offeso per l’osservazione del premier. E lui: «No, Berlusconi ha capito benissimo, e ci ha risposto che farà il possibile per inserire il provvedimento nel cosiddetto Pacchetto Fiat».
Puddu è della Cisl, veste ancora il giaccone blu dell’azienda con il nome scritto sul petto. Al suo fianco, un altro cassintegrato della Uil, Pino Vistosu, interviene: «Guardi, io sono di sinistra, ma non apprezzo queste polemiche. Quello che vogliamo è risolvere la situazione di tante famiglie che rischiano di finire sul lastrico». Berlusconi, uscendo dall’albergo, prima di partecipare al suo comizio, parla dei lavoratori sardi: «Abbiamo preso nota dei problemi di questa gente, cercheremo una soluzione nei prossimi giorni». Quale? Il premier pensa di inserire il caso Sardegna nel pacchetto Fiat sulla cosiddetta mobilità lunga, dopo un incontro con Umberto Bossi, che si oppone al provvedimento. Forse, prima che il Parlamento si sciolga, la tormentata vicenda dei cassintegrati sardi potrebbe trovare una soluzione.